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Uno dei principali problemi legati ai costi della politica è il numero dei Parlamentari, ma anche Regioni hanno costi altissimi

Siamo abituati a parlare della riduzione del numero di parlamentari e del ridimensionamento del loro stipendio, ma la situazione delle Regioni vista da vicino non è da meno. In alcune realtà italiane, come la Calabria, conviene addirittura, per assicurarsi un vitalizio da Paperoni, diventare consigliere regionale piuttosto che essere eletto in Senato. Non è solo la retribuzione relativa alle singole cariche che fa lievitare i costi, ma anche e soprattutto i vitalizi, le spese di missione, i rimborsi per il trasporto, l’indennità di fine legislatura e le auto blu. La complessa macchina delle Regioni è oggetto di discussione ormai ovunque, ma poco si muove. Unica eccezione per l’abolizione dei vitalizi fino ad ora è l’Emilia Romagna, anche se il provvedimento partirà nella prossima legislatura. Per chi ha governato la nostra regione il vitalizio al momento scatta all’età di 60 anni ed è pari a 1.650 euro netti per chi ha ricoperto l’incarico di consigliere per una legislatura, per chi invece ha alle spalle due legislature si arriva a 2.887 euro mensili. Sempre in Emilia Romagna sono state ridotte del 10% tutte le indennità dei consiglieri e del 20% la diaria. La vita però nel parlamentino bolognese, nonostante i tagli, non è male. Il Presidente di Giunta e il Presidente del Consiglio guadagnano 7mila e 700euro al mese, i consiglieri 5mila 666, ma se sono presidenti di una commissione o capigruppo allora si passa a 6mila e 400. A queste cifre si aggiungono poi i rimborsi che vanno da un minimo di 2.600 euro ad un massimo di 6mila. In totale in Emilia Romagna i consiglieri sono 50, uno ogni 88mila abitanti, mentre i vitalizi erogati nel 2010 costano ai cittadini 4milioni e 800mila euro, contro i 2milioni e 300mila euro dell’Umbria. Per le auto blu sono stati spesi 80mila euro. Marche, Emilia Romagna, Toscana ed Umbria sono comunque le regioni in cui essere eletto conviene di meno. Gli 80 consiglieri lombardi portano a casa ogni mese da un minimo di 9.800 euro ad un massimo di 11.500 euro.


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