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La spaccatura con Fini dovrebbe avere modeste ricadute a livello locale. Il grosso degli ex An è ormai stabilemente nel Pdl. Scarni i commenti dalle altre forze politiche.

Alle camere nasce il gruppo Futuro e libertà che raccoglie coloro che hanno deciso di seguire Gianfranco Fini in rotta di collisione con il presidente del consiglio Berluscono che, ieri, lo ha messo fuori dal partito. La nuova formazione parlamentare conta 34 deputati e 10 senatori, sufficienti per far tremare la maggioranza, se non altro perché ogni decisione dovrà comunque essere concordata con alleati piuttosto riottosi. Finiani di punta in Emilia Romagna sembrano essere il parlamentare bolognese Enzo Raisi e il ferrarese Vittorio Lodi. Più sparuto il drappello dei finiani nel modenese: in queste ore convulse si stanno organizzando attorno all’associazione Generazione Italia, ma, almeno al momento, non sembrano poter contare su nomi di rilievo nelle istituzioni. Gli ex An di maggior peso politico e istituzionale disapprovano, infatti, apertamente la decisione di Fini di andare allo scontro e quindi alla spaccatura. Il sindaco di Sassuolo Luca Caselli, al telefono, ci ha confermato che in questo momento politico c’è bisogno di coesione e la spaccatura è un grave errore politico. “Sono nel Pdl e ci rimango – conferma il sindaco Caselli. Anche almeno una parte dei giovani è con Berlusconi: ce lo ha confermato in mattinata Antonio Russo, coordinatore dell’associazione Giovane Italia e consiglere comunale di Carpi, anche lui un ex An, che dichiara ”Rimarrò all’interno del Pdl, gli elettori mi hanno votato sulla base di un programma preciso e di uno schieramento preciso, onorerò questo mandato”. Anche il vice-presidente del Consiglio regionale Enrico Aimi, ex An, è decisamente schierato con la maggioranza Pdl: “Anzi – ha detto a Trc-Telemodena – non si può più parlare di ex An e ex Forza Italia, ma di un inarrestabile processo di costruzione di un solo polo nel centro-destra”. Quanto alle ricadute a livello locale, Aimi non sembra avere dubbi: “Il 99% degli ex An a Modena sono con il Pdl”. Perfino il consigliere comunale Andrea Galli, ex An e ora anche ex Lega Nord, accreditato in passato di simpatie finiane, dice di non avere nessuna fretta di inseguire le esternazioni di questo o di quello. Il commento dell’UdcDalle altre forze politiche, nessuno vuole commentare vicende interne ad un altro partito. Davide Torrini dell’Udc si dice, soprattutto, preoccupato per i risvolti istituzionali legati alla richiesta da parte del presidente del Consiglio delle dimissioni del presidente della Camera. Un fatto, dice, di una gravità istituzionale davvero anomala. “Tra l’altro – continua Torrini – Berlusconi, pur avendo vinto le elezioni nel 2008 con una maggioranza tanto ampia che mai si era verificata dal dopoguerra, non è riuscito a portare stabilità, ma solo una rissa perenne. Anche i progetti in cui si è impegnato in prima persona, come il ddl intercettazioni, non è riuscito a condurli in porto”. “Questo governo – conclude Torrini- non è capace di risolvere i problemi del paese”


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