in:

Con le lacrime agli occhi, oggi in consiglio comunale, il capogruppo della Lega Nord, Mauro Manfredini, ha annunciato l’allontanamento dal gruppo del consigliere Andrea Galli. Per il Carroccio modenese si chiude così una settimana di tensione.

C’era la Lega di lotta e di Governo, adesso a Modena c’è solo la Lega che combatte una dolorosa lotta intestina. Dopo una settimana di polemiche, seguita alla decisione della segreteria cittadina di espellere dal partito Andrea Galli, oggi è toccato al capogruppo Mauro Manfredini sancirne ufficialmente l’allontanamento. Un paradosso. Dal momento che proprio Manfredini è stato l’artefice dell’operazione che portò Galli dal Pdl alla Lega Nord, solamente sette mesi fa, e che sino all’ultimo lo storico esponente del Carroccio si è battuto contro questa decisione. Non a caso, da giorni il consigliere regionale evita dichiarazioni sul tema e oggi pomeriggio, leggendo in consiglio la sua comunicazione, si è visibilmente commosso: “Non avrei mai pensato – ha detto – di fare un intervento per allontanare dal gruppo un mio collega di partito. Prendo atto che l’aspetto burocratico e formale ha prevaricato quello politico e umano: Galli merita tutto il mio rispetto e la mia stima”. Parole che non lasciano spazio ad alcun dubbio: Manfredini è totalmente contrario alla decisione assunta dal segretario cittadino della Lega Nord, Bellei, d’accordo con quello provinciale, Ghelfi. E del resto lo storico esponente del Carroccio giudica strumentale l’attacco a Barbieri e il mancato tesseramento di alcuni iscritti di Fanano. Ma perché tutto questo? Sin dalle Regionali lo scontro tra il vecchio leone e i giovani cacciatori è apparso evidente, ma il successo personale di Manfredini sembrava aver messo una pietra tombale sul tentativo di ridurne il peso all’interno del partito. Evidentemente non era così e, statuto alla mano, Bellei e Ghelfi hanno preteso l’espulsione di Galli, reo di non aver fatto la tessera 2010 e di alcuni commenti al vetriolo contro il gruppo dirigente. Ma l’ex esponente del Pdl, che oggi ha dato vita al gruppo consiliare Modena nuova, sembra solo il capo espiatorio, vittima sacrificale dello scontro aperto tra Manfredini e i leghisti più giovani. Una battaglia dall’esito incerto, che inevitabilmente avrà pesanti ripercussioni sul futuro del Carroccio modenese.


Riproduzione riservata © 2017 TRC