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Un tuffo nel passato, ma soprattutto una grande attenzione al futuro, tra federalismo e manovra economica. Stamattina in Provincia a Bologna, prima storica sede, sono stati celebrati i 40 anni della Regione Emilia Romagna.

Il 13 luglio 1970, a palazzo Malvezzi, nella sala del consiglio provinciale di Bologna, si riuniva il primo Consiglio regionale. E proprio li, in quella storica sala, la Regione Emilia-Romagna è ritornata stamattina per celebrare l’anniversario con una seduta solenne. Ad aprire i lavori il modenese Matteo Richetti, attuale presidente dell’Assemblea legislativa, che ha ricordato come le regioni siano uno dei pilastri della democrazia italiana. Richetti ha poi citato don Luigi Sturzo, che aveva individuato nelle tre ‘malabestie’ lo statalismo, la partitocrazia e il malcostume il freno alla affermazione delle realtà territoriali. A collegare passato e presente è stato poi Guido Fanti, il primo presidente dell’Emilia Romagna, che tra tanti successi ha ricordato anche un grande progetto non andato a buon fine: “volevamo disinquinare e rendere navigabile il Po, come avveniva negli altri paesi europei per il Reno o il Danubio… ma purtroppo non è andata come pensavamo”. Il pensiero del presidente Vasco Errani è stato invece rivolto al futuro, tra federalismo e manovra economica. “La Costituzione prevede una leale collaborazione tra le istituzioni – ha detto – Per questo debbo cercare un accordo con il Governo”. Per la ricorrenza è stato anche realizzato un sito internet dedicato alla storia della Regione, ricco di foto e documenti storici. Molto suggestive le immagini degli otto presidenti dell’Emilia Romagna. Da Guido Fanti, in carica sino al 1976, sino a Vasco Errani, insediatosi il 3 marzo 1999, passando per Sergio Cavina, i due modenesi Lanfranco Turci e Luciano Guerzoni, il socialista Enrico Borselli, l’attuale segretario nazionale del Pd, Pierluigi Bersani, e Antonio La Forgia.


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