in:

Sindaci nei mercati settimanali contro tagli e vincoli. Hanno scelto questa strada i primi cittadini dell’Area Nord, la cui protesta itinerante è partita oggi da Mirandola. Il Pd intanto è alle prese con i conti del bilancio.

Chiudere servizi essenziali, come i i nidi ad esempio, o mantenere i servizi e andare in dissesto. Nessun’altra scelta, per le amministrazioni comunali, se la manovra finanziaria non cambierà. Partito nei giorni scorsi da Modena e rimbalzato a Roma, il grido di allarme dei sindaci si è esteso ora all’Area Nord, dove i primi cittadini hanno scelto i mercati settimanali, tradizionali luoghi di ritrovo, per parlare con la gente e sottolineare la grave situazione cui vanno incontro gli enti locali, a causa dei tagli e dei vincoli del Governo. Al Governo i sindaci chiedono innanzitutto di modificare il patto di stabilità, così da poter utilizzare i soldi risparmiati in questi anni, e di avere un federalismo vero. Dopo Mirandola, il volantinaggio nei mercati proseguirà domani a Cavezzo. Pd, dopo il bilancio i tagli D’ora in avanti anche i dirigenti politici saranno assunti a tempo determinato o a progetto: lo stesso segretario provinciale ha un contratto limitato alla durata del mandato. Il Partito democratico modenese rende noti i suoi bilanci e presenta il piano di riassetto messo a punto per rientrare del passivo di 800mila euro accumulato nei due anni di vita del nuovo partito. I costi sono stati soprattutto per il personale, la campagna elettorale e gli affitti: su tutti questi fronti si lavorerà per contenere le spese, mentre, nel contempo, ci si impegnerà per incrementare le entrate. I tesserati al Pd modenese sono oggi circa 12.500. Il Pd nasce senza patrimonio: quello di provenienza è stato conferito ad una Fondazione che ha tra i suoi compiti quello di amministrarlo e preservarlo, mettendolo a disposizione del Pd stesso. Si punta al pareggio di bilancio già nel 2010 e al rientro dal debito nei tre anni successivi.


Riproduzione riservata © 2017 TRC