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Inizieranno il 28 giugno e si concluderanno il 15 luglio i primi incontri degli Stati generali con le realtà organizzate della società modenese. Stamattina il sindaco Pighi ha presentato l’attesa iniziativa messa in campo dall’amministrazione per tratteggiare il futuro della città.

Rimbocchiamoci le maniche, tutti insieme, senza aspettare che la crisi e il futuro di Modena si decidano altrove. E’ questo lo spirito di fondo, molto modenese, degli Stati generali, promossi dall’amministrazione comunale. Dal 28 giugno, tutti saranno chiamati a dire la loro per tratteggiare il futuro della città. Effetto Modena, titoli scelto per l’iniziativa, punta infatti ad allargare il confronto, superando gli stretti e litigiosi ambiti della politica, per aprirsi alle realtà organizzate della società. Il confronto riguarderà quattro aree: stato sociale, quantità e qualità dello sviluppo, scelte urbanistiche e ambientali e tutela del capitale sociale. Tra gli obiettivi, individuare idee innovative per consentire a Modena di riportare il tasso di disoccupazione al 4% in tre anni e di continuare a produrre ricchezza a livelli nordamericani e di redistribuirla in linea con quanto avviene nel nord Europa. Anche per questo sarà chiesto all’Ocse una valutazione della città a 15 anni dal primo rapporto su Modena. Una sfida che guarda lontano, ma che nell’intento del sindaco non deve restare soltanto teorica: i primi materiali prodotti serviranno all’amministrazione, già a settembre, per la stesura del prossimo bilancio, anche se la conclusione vera e propria è prevista nel prossimo giugno.


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