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Controlli mirati negli appartamenti abitati dagli stranieri contro il sovraffollamento e residenza concessa solo a chi ha un redditto minimo. La Lega Nord, sul modello di quanto fatto a Cittadella, propone l’adozione di una specifica ordinanza.

L’80% degli stranieri entra in Italia con un regolare permesso di soggiorno valido tre mesi, al termine del quale non avendo i requisiti per restare nel nostro Paese diventa clandestino. Alla luce di questi dati, raccolti in numerose questure del nord Italia, la Lega Nord di Modena, sul modello di quanto fatto a Cittadella, propone l’adozione di una specifica ordinanza che vincoli l’iscrizione all’anagrafe cittadina ad un reddito minimo, al possesso di una residenza non fatiscente e non sovraffollata e alla stipula di un’assicurazione sanitaria. Un modo anche per verificare che il principio dell’ospitalità non sia utilizzato dagli stranieri in regola per accogliere nella propria abitazione persone in cerca di un alloggio che però – denunciano i consiglieri del carroccio – finiscono spesso per creare situazioni di degrado a tempo indeterminato. A Cittadella – sottolineano i consiglieri della Lega Nord – l’adozione di queste ordinanze da parte del sindaco Bitonci ha ridotto drasticamente le richieste di iscrizione all’anagrafe cittadina. “Alle ordinanze, però, devono seguire i controlli – tuona il consigliere regionale Mauro Manfredini – non come a Modena per consumo di bevande alcoliche e accattonaggio”.


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