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Ieri sera, giovani democratici e popolo viola in piazza Pomposa per la “Notte bianca” contro la cosiddetta “legge-bavaglio".

“Adesso è tutto più semplice per chi compie reati”. E’ il sindaco di Modena Giorgio Pighi che, con queste parole, condensa tutte le obiezioni sollevate dal via libera, ieri, in Senato, al provvedimento sulle intercettazioni. Manca ancora il sì definitivo della Camera, ma con la fiducia posta sul decreto dal governo Berlusconi si sono sostanzialmente approvate alcune delle norme più contestate in assoluto da parte di associazioni, categorie professionali, e dall’opposizione. Ieri pomeriggio e per tutta la sera, in piazza Pomposa, a Modena, è andata avanti la “Notte bianca” promossa dai giovani del Partito democratico a cui si è associato il popolo viola. Quella che è stata ormai ribattezzata la legge-bavaglio accomuna, nella protesta, magistrati, rappresentanti delle forze di polizia, giornalisti e semplici cittadini. I giornalisti hanno già risposto programmando per il 9 luglio, quella che dovrebbe essere la data presunta del definitivo via libera al provvedimento, una giornata di silenzio di tutto il mondo dell’informazione. La carta stampata sciopererà il giorno prima di modo che taceranno in contemporanea giornali, radio e televisioni. Il succo è proprio questo: col pretesto di rafforzare la tutela della privacy per i cittadini (intento lodevolissimo ma già protetto da apposite norme), ostacoli importanti sono stati frapposti al lavoro quotidiano di intere categorie professionali, quelle deputate all’accertamento dei reati e alla diffusione della loro conoscenza presso la comunità. Insomma, come dice oggi il sindaco Pighi, “la nuova normativa non dà maggiore libertà ai cittadini onesti, dà semplicemente maggiori possibilità di nascondersi a quelli che hanno ragione di temere di vedere scoperte le loro azioni disoneste”.


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