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Il Comune di Modena avrà dalla manovra finanziaria i tagli più bassi d’Italia. Le stime dei tecnici dell’Anci, hanno scatenato il confronto politico, proviamo a mettere in fila i numeri.

Per il centrodestra, Pighi piange lacrime di coccodrillo, perché Modena, come hanno evidenziato i tecnici dell’Associazione nazionale dei Comuni, avrà “i tagli più bassi d’Italia”. Per la maggioranza, il merito è di Sindaco e Giunta che negli anni hanno saputo tenere in ordine i conti. Comunque sia, nel 2011, Modena avrà dallo Stato 5 milioni e mezzo in meno, 9 milioni e 200mila euro in meno nel 2012. Totale 14 milioni e 700mila euro, cui vanno aggiunti i minori fondi stanziati da Roma per il Fondo nazionale per le politiche sociali, – 200 milioni, e per quello per la non autosufficienza, non finanziato, – 400 milioni, all’anno. Euro più euro meno si arriva a 16 milioni in due anni. Per un taglio della spesa, stimato dai tecnici dell’Anci del 2% sul complessivo del bilancio. Poco o tanto che sia, meglio lasciare la risposta al vivacissimo confronto politico, il minor effetto della manovra dipende dall’aver chiuso il bilancio del 2007 con un saldo positivo. Il patto di stabilità per quell’anno, in cui la pressione tributaria sui modenesi raggiunse il top superando i 469 euro pro capite, nel 2009 era di 379 euro, prevedeva infatti per i Comuni virtuosi l’obbligo di migliorare le proprie performance del 10% nel 2009 e nel 2010 e dello 0 nel 2011, per tutti gli altri il conto era invece salatissimo. Un risultato positivo, che si spiega, con l’incremento della pressione tributaria in quell’anno, ma anche con la capacità dell’amministrazione comunale di finanziare i propri investimenti. Non a caso Modena nel 2008 era al 103esimo posto tra i capoluoghi italiani, l’ultimo, per l’indebitamento pro capite dei propri abitanti: 194 euro a testa, rispetto ai 1207 della media nazionale. Come sempre, un fatto di scelte, mentre i 16 milioni in meno in due anni sono un dato di fatto e peseranno ancora di più perché tra il 2007 e il 2009 i trasferimenti statali erano aumentati in modo significativo passando da 30 a 47 milioni. E così c’è il rischio concreto che per mantenere gli attuali servizi, i modenesi saranno chiamati a mettere di nuovo le mani nel portafoglio.


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