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“Nella manovra varata dal Governo mancano equità e sostegno alla crescita”. Lo sostiene il presidente del Copasir, Massimo D’Alema, che oggi pomeriggio presso l’Auditorium Biagi ha partecipato alla presentazione del libro sull’opera di Rubes Triva, storico Sindaco di Modena.

Una manovra “a casaccio”, che punisce i dipendenti pubblici, non chiede a chi ha di più di accollarsi i costi maggiori della crisi e in cui manca una linea reale di sostegno allo sviluppo. E’ durissimo il giudizio di Massimo D’Alema sulla Finanziaria da 24 miliardi varata dal Governo. “Di soli tagli l’ammalato muore”, ha concluso l’ex presidente del Consiglio. D’Alema ha parlato con i giornalisti a margine dell’iniziativa organizzata dalla Fondazione Modena 2007, in cui è stato presentato il libro di Andrea Giuntini e Giuliano Muzzioli sull’opera di Rubes Triva, Sindaco di Modena dal ’62 al ’73, simbolo del riformismo emiliano, ricordato per la grande attenzione che dedicò alla promozione della cultura e alla scuola, a cominciare da tempo pieno alle elementari e asili nido. Firme contro Ddl intercettazioni A partire da questo fine settimana in numerose piazze, feste e circoli della regione il Partito Democratico raccoglie firme contro il disegno di legge sulle intercettazioni. A Modena si potrà firmare al parco Ferrari, nello spazio della festa del Pd, e in piazzetta Torre, di fianco al Municipio. ‘Il Ddl sulle intercettazioni – spiega Stefano Bonaccini, segretario regionale del PD –limita pesantemente la libertà di informazione a tutela degli interessi dei potenti’. ‘E’ un vero e proprio bavaglio –  continua il segretario del Pd –  che compromette la capacità investigativa della magistratura e indebolisce il lavoro delle forze dell’ordine nel contrasto alla corruzione e alla criminalità’. In difesa delle circoscrizioni Bergamo e Verona, roccaforti del centrodestra, insieme a Modena e Ravenna, cuore dell’Emilia Romagna rossa. In difesa delle circoscrizioni, azzerate dalla legge Calderoli inserita nel decreto milleproroghe, scendono in campo importanti comuni italiani per difendere quella che definiscono “una grande palestra di democrazia”. Anche perché non è certo tagliando le poche migliaia di euro necessarie al loro funzionamento che si risponde alle critiche per i costi troppo alti della politica.


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