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“Una giunta per portare l’Emilia Romagna nel futuro”. Così il presidente della Regione, Vasco Errani, ha presentato oggi pomeriggio la sua nuova squadra. Due i modenesi: Giancarlo Muzzarelli e Massimo Mezzetti.

In primis, il contrasto alla crisi economica. “Impegno – ha sottolineato Errani – al quale non abbiamo sottratto nemmeno un giorno”. Una sfida complessa che il Presidente della Regione ha affidato al primo dei due assessori modenesi, il confermato Giancarlo Muzzarelli, che avrà le deleghe alle attività produttive, all’economia verde, al piano energetico e allo sviluppo sostenibile e all’autorizzazione unica integrata. Insieme a Muzzarelli nella nuova giunta regionale, la terza di Errani, solo altre due riconferme, Alfredo Peri, alla programmazione territoriale, alle infrastrutture e ai trasporti, e Tiberio Rabboni, all’agricoltura, oltre ad Alfredo Bertelli, sottosegretario alla presidenza. Poi tante novità per completare la squadra chiamata a guidare l’Emilia Romagna nei prossimi cinque anni. Ben cinque le donne, il vice presidente Simonetta Saliera al bilancio, Sabrina Freda dell’Italia dei valori all’ambiente, Teresa Marzocchi al sociale, Donatella Bortolazzi dei Comunisti italiani a giovani e pari opportunità e Paola Gazzolo alla protezione civile. Anche se le scelte più interessanti, Errani le ha compiute affidando a due tecnici assessorati di peso come l’istruzione e la sanità, cui sono stati chiamati Patrizio Bianchi, rettore dell’Università di Ferrara, e Carlo Lusenti, segretario nazionale di Anaao-Assomed, l’associazione dei dirigenti medici. A completare la giunta, Maurizio Melucci a turismo e commercio e Massimo Mezzetti, a cultura e sport, ambiti che aveva già seguito da assessore a Modena dal ’95 al ’99. La nomina del coordinatore regionale di Sinistra ecologia e libertà è un premio anche per la nostra provincia che può così contare su due rappresentanti nella nuova squadra di Errani. E a chi gli faceva notare il peso preponderante del Pd rispetto agli alleati, il presidente ha risposto secco di aver scelto personalmente, in base alle competenze e senza usare il bilancio “perché prima di tutto deve venire il buongoverno per portare l’Emilia Romagna nel futuro”.


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