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Sei modenesi già certi di un posto nella nuova Assemblea legislativa dell’Emilia Romagna, altri due in rampa di lancio. Andrea Leoni e Sandra Poppi devono attendere le decisioni dei rispettivi candidati alla presidenza, poi anche per loro si apriranno le porte del consiglio regionale.

La notte dei candidati è stata lunga e avvincente, merito delle preferenze. E con la possibilità data ai cittadini di scegliere i propri rappresentanti nell’Assemblea legislativa dell’Emilia Romagna non sono mancate le sorprese. Tra i 50 consiglieri regionali eletti sono già certi di un posto Stefano Bonaccini, segretario regionale del Pd, e Thomas Casadei, ricercatore del nostro ateneo ma romagnolo di nascita, che facevano parte del listino di Vasco Errani. Dei 6 eletti nella circoscrizione provinciale solo 5 sono certi in quanto il più votato, a Modena, del Movimento 5 stelle è stato Giovanni Favia, risultato eletto anche a Bologna. Il candidato alla presidenza dei “grillini” dovrà ora scegliere se optare per il seggio di Modena o per quello di Bologna. Nel caso la sua scelta cadesse sul capoluogo, a Modena si libererebbe un posto per Sandra Poppi, seconda della lista con 717 preferenze. Già certi dell’elezione, invece, Matteo Richetti, il più votato dai modenesi con 12720 preferenze, Palma Costi e Luciano Vecchi del Pd; Enrico Aimi del Pdl e Mauro Manfredini della Lega Nord, che come consigliere anziano avrà anche l’onore di presiedere la prima seduta dell’Assemblea legislativa regionale, come per altro già avvenne cinque anni fa. E se per Manfredini la sfida interna è stata un trionfo, con quasi 7400 preferenze, nonostante qualche collega di partito avesse provato a metterlo ai margini; la scontro in casa Pdl tra Aimi e Leoni è stato incerto sino all’ultimo con l’ex leader di An che con 9290 voti individuali l’ha spuntata per meno di 1000 preferenze. Ma anche Leoni farà parte con ogni probabilità del prossimo consiglio regionale. Per il complesso meccanismo dei resti, infatti, in caso di rinuncia di Anna Maria Bernini, che nella seduta d’insediamento opterà per il parlamento, il suo seggio sarà automaticamente attribuito a Leoni. Complessivamente la nuova Assemblea legislativa dell’Emilia Romagna sarà formata da 50 consiglieri: 32 di centrosinistra, di cui 23 del Pd, 4 dell’Italia dei Valori, 2 di sinistra ecologia e libertà-Idee Verdi e della Federazione della sinistra, e 1 socialista; 11 del Pdl, 4 della Lega Nord, 2 del Movimento 5 stelle e 1 dell’Udc. Le reazioni“Il dialogo con il Pd paga”. E’ il commento di Sergio Basile dell’Italia dei valori che sottolinea così la crescita del partito di Di Pietro a Modena rispetto alle scorse amministrative quando era all’opposizione di Pighi. Per Basile, però, adesso sarà importante anche dialogare con i grillini “una forza – scrive in una nota – con cui condividiamo numerosi obiettivi a cominciare dalla difesa dell’ambiente”. Tra i vincitori delle elezioni anche la Lega Nord. Per il segretario cittadino, Stefano Bellei, questo risultato spiana la strada per il federalismo, a cominciare da quello fiscale. Stabile, invece, l’Udc. Il segretario provinciale Fabio Vicenzi parla di voto che sconfigge il bipolarismo all’italiana, ma commenta con poco entusiasmo anche il risultato personale del Sindaco di Finale Emilia Raimondo Soragni, che ha avuto oltre 2600 preferenze. “La sua candidatura – attacca Vicenzi – ha prodotto un esito strettamente localistico e non politico”. Tra gli sconfitti anche Gian Paolo Lenzini, terzo per preferenze nel Pdl, che ringrazia gli elettori e garantisce il suo impegno per un maggior radicamento del partito nel territorio. Dal mondo economico, il segretario provinciale della Cisl Francesco Falcone si augura che da oggi in poi la politica torni ad occuparsi dei problemi dei cittadini a cominciare da disoccupazione, welfare e infrastrutture. Luigi Tollari, segretario provinciale Uil, sottolinea come il dato dell’astensionismo sia preoccupante e debba far riflettere, perché segno di un distacco crescente fra politica e cittadini. Il presidente di Confcooperative, Gaetano De Vinco, chiede che si rimetta al centro dello sviluppo la persona. Mentre il coordinatore provinciale Isabella Bertolini annuncia solo per domani mattina la conferenza stampa di analisi del voto modenese, il sottosegretario Carlo Giovanardi sembra voler aprire “la resa dei conti” nel Pdl modenese. Giovanardi parte dal dato di fatto che a Modena il Pdl non è riuscito a confermare in prima battuta i due consiglieri eletti, obiettivo – dice il sottosegretario – “sicuramente recuperabile in futuro quando il Pdl potrà finalmente organizzarsi come partito democratico con gli organismi dirigenti eletti dalla base”. Il riferimento pare proprio essere alla stessa Bertolini e alle polemiche che hanno contrassegnato la campagna elettorale nel modenese. Giovanardi comunque si dice soddisfatto del risultato del Pdl e definisce “splendida” la performance del candidato governatore Anna Maria Bernini.


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