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L’Assemblea legislativa della Regione Emilia Romagna sarà, dunque, composta da 50 consiglieri, tra eletti nelle liste provinciali dei partiti e nel listino del presidente. Un meccanismo complesso. Vediamo come funziona.

L’Assemblea legislativa dell’Emilia Romagna, in base alle norme nazionali e regionali che ne determinano la composizione, sarà formata da 50 consiglieri. Ne fanno parte il candidato Presidente che avrà conseguito il maggior numero di voti, che sarà poi incaricato di guidare la Giunta, e il rivale secondo classificato, con un meccanismo di riserva di un seggio, che potrebbe finanche portare a 51 i consiglieri. L’80% dei consiglieri, 40 su 50, è invece eletto con sistema proporzionale dalle liste provinciali. 6, i modenesi. Per partecipare all’attribuzione dei seggi, i partiti devono superare lo sbarramento del 3% o essere collegate ad un candidato presidente che abbia ottenuto più del 5% dei voti. I seggi assegnati alle liste sono poi appannaggio dei candidati che hanno ottenuto più preferenze individuali. I restanti posti arrivano dal cosiddetto listino del presidente, premio di maggioranza finalizzato a garantire la governabilità della Regione. In pratica, ad ogni candidato presidente è collegata una lista regionale di candidati che vengono automaticamente eletti in caso di vittoria. Il numero dei consiglieri attribuiti al listino del presidente varia però in base all’esito elettorale. Se il gruppo di liste collegate alla lista regionale vincente raggiunge il 50% dei voti, il premio di maggioranza viene dimezzato e dal listino del presidente vincitore sono eletti solo 5 consiglieri, con gli altri distribuiti proporzionalmente alle altre liste regionali. In caso contrario, se i vincitori non raggiungono il 50% dei voti, alla lista regionale collegata al Presidente eletto viene attribuito l’intero premio di maggioranza, 10 consiglieri compreso il presidente, e nulla spetta alle altre.


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