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No all’eutanasia e no all’accanimento terapeutico. Dopo che a Pavullo è già diventato realtà, lunedì il consiglio comunale di Modena voterà sull’istituzione del testamento biologico. Una scelta importante e controversa.

“Non intendiamo aprire una discussione sull’eutanasia, ma non è nemmeno possibile ignorare un tema importante come questo”. Il gruppo consiliare del Pd voterà a favore della delibera d’iniziativa popolare promossa dal Comitato Articolo 32 sull’istituzione del registro comunale delle dichiarazioni anticipate di volontà sui trattamenti sanitari, in altre parole il testamento biologico. Il fine vita è un tema delicato e controverso. In alcuni paesi esiste una consolidata giurisprudenza in materia, in altri non esistono norme ad hoc ma il testamento biologico trova comunque attuazione nella pratica. In Italia, in vacanza di legge – hanno detto questa mattina i consiglieri del Pd Trande e Pini e il segretario cittadino Boschini – l’istanza dei cittadini esprime la volontà di vedere le proprie volontà custodite da un’istituzione, l’amministrazione comunale, che ne garantisca l’autenticità. E lunedì ad assistere i lavori del Consiglio Comunale di Modena ci saranno anche rappresentanti del Comitato Articolo 32, che raccoglie diverse associazioni modenesi del terzo settore ma non solo, tra cui l’associazione Libera Uscita. Rispondendo al consigliere dell’Udc Davide Torrini, che ieri aveva contestato l’istituzione del registro comunale, la presidente Maria Laura Cattinari rivendica la necessità della libera scelta in una materia così delicata.


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