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Nessuna sfiducia, nessuna autosospensione: Raimondo Soragni resta Sindaco di Finale Emilia e lo sarà, almeno, sino alle prossime elezioni regionali. La decisione, ieri sera, al termine di un atteso consiglio comunale.

Anticipato ad arte, dopo l’inusuale richiesta di autosospensione presentata nei giorni scorsi da Pd e Psi, ieri sera il consiglio comunale di Finale Emilia ha discusso la mozione di sfiducia al Sindaco Soragni, presentata da Rifondazione Comunista e Pdl. Dimissioni che, secondo le opposizioni, sarebbero state doverose dopo la scelta di Soragni di candidarsi all’Assemblea legislativa regionale nelle liste dell’Udc, partito che non lo sostenne nel 2006 a Finale Emilia. Da qui la mozione di sfiducia, che per passare avrebbe avuto bisogno del voto favorevole di 11 consiglieri comunali. Ma nella maggioranza, nonostante il malessere suscitato dalla scelta di Soragni, nessuno si è assunto l’onere di cacciare il Sindaco, anche perché un secondo commissariamento in Emilia Romagna, dopo Delbono a Bologna, non avrebbe certo giovato alla causa del Pd. E così la sfiducia è stata votata solo da 7 consiglieri su 8 dell’opposizione, e Soragni è restato saldo il sella, con i consiglieri di maggioranza che si sono accontentati della rassicurazione del Sindaco, che in nessun modo userà il suo ruolo per la campagna elettorale. Niente dimissioni, quindi, e nemmeno la redistribuzione delle sue deleghe tra gli assessori. “Non aprirò le porte al commissariamento di Finale Emilia – ha detto Soragni – Non baratto l’impegno per la mia città con una bandiera di partito”. E tanto è bastato ai consiglieri di maggioranza. Una soluzione all’acqua di rose, tra il Sindaco e il Pd, un armistizio che lascia però aperta la porta per un’eventuale resa dei conti dopo le regionali, nel caso Soragni non dovesse essere eletto, ma anche a future riconciliazioni se la situazione politica generale o locale lo richiedesse. Ovviamente nel nome di Finale Emilia.


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