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Ma quale riforma: le modifiche alla scuola superiore servono solo per fare cassa. Parola di Manuela Ghizzoni, la parlamentare modenese, capogruppo del Pd in commissione cultura, che critica duramente anche l’abbassamento dell’obbligo scolastico a 15 anni.

E’ lei l’anti-Gelmini. La 46enne parlamentare carpigiana, ricercatrice di storia medievale all’università di Bologna, da quando è stata nominata capogruppo del Pd nella settima Commissione cultura, scienza e istruzione, è attivissima nel tentativo di contrastare le riforme del centrodestra e a denunciare il costante taglio di fondi per la scuola pubblica. Ultimo terreno di scontro: il riordino delle superiori. “Un provvedimento – ci spiega – che non ha nessuna ragione didattica, ma che risponde solo all’esigenza di fare cassa di Tremonti e del Governo”. A far arrabbiare la Ghizzoni anche l’abbassamento dell’obbligo scolastico a 15 anni, equiparando di fatto l’avviamento al lavoro all’ultimo anno di studi. Ma quello che più preoccupa il Pd sono i tagli al budget delle scuole decisi dal Ministero con la circolare dello scorso 14 dicembre. Una misura che ha ricompattato anche lo sfilacciato fronte dei sindacati di categoria. Con i dirigenti che avranno sempre meno fondi per le supplenze e l’acquisto del materiale di cancelleria. Tanto più che il Ministero ha anche congelato il miliardo di crediti vantato dalle scuole.


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