in:

Botta e risposta sulla sorte dell’Associazione dei Comuni del Comprensorio Ceramico. Da un lato il sindaco di Sassuolo, dall’altro i primi cittadini di Formigine, Fiorano e Maranello.

Il pomo della discordia è la moschea e la scelta del nuovo comandante di polizia municipale, ma è solo la punta di un iceberg che nasconde problemi quotidiani di relazione all’interno dell’Associazione dei Comuni del Comprensorio Ceramico. Ieri pomeriggio si è tenuta una infuocata riunione, durante la quale si sarebbero dovute confermare alcune convenzioni. La firma però non c’è stata, anzi sono volate minacce ed è stata messa in dubbio la presenza del comune capo distretto, Sassuolo, all’interno dell’associazione stessa, che comprende Formigine, Fiorano, Maranello e, appunto, Sassuolo. L’Associazione è stata costituita nel 2002 con l’obiettivo di perseguire – come si legge nello statuto – il miglioramento dell’integrazione territoriale, della qualità dei servizi erogati e l’ottimizzazione delle risorse economiche , umane e strumentali dei comuni aderenti. Nello specifico si tratta di adottare politiche condivise, ma anche concretamente di disporre di personale, uffici e finanziamenti, per quanto riguarda alcuni settori come i servizi sociali, l’accoglienza ed integrazione dei nuovi cittadini, le pari opportunità, la polizia municipale e la viabilità. Da un lato il sindaco di Sassuolo Luca Caselli vuole procedere anno per anno. Dall’altro i primi cittadini degli altri tre Comuni, in vista della stesura dei bilanci di previsione, puntano a programmare l’attività per i prossimi cinque anni. Sulla vicenda interviene anche il segretario regionale del Partito Democratico Stefano Bonaccini che in un duro attacco accusa Luca Caselli di isolare Sassuolo, rompendo la collaborazione con gli altri primi cittadini. “Le continue esibizioni muscolari di Caselli – ha aggiunto – non sono ciò che serve a un territorio impegnato a trovare soluzioni”.


Riproduzione riservata © 2016 TRC