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Stasera, al Baluardo della Cittadella dalle 21, la festa per il Pd che verrà, ma da domani sono tante le sfide che attendono Stefano Bonaccini. A cominciare dalle prossime elezioni regionali.

Alleanze, elezioni regionali, cambio della guardia a Modena, contrasto al Governo Berlusconi per quanto riguarda le politiche di contrasto alla crisi economica e la spesa pubblica. Il giorno dopo le vittoriose elezioni primarie, sono tante le questioni aperte che attendono Stefano Bonaccini e il Pd dell’Emilia Romagna. E tutte urgenti. Con l’anticipo del voto per le regionali, l’ipotesi è quella del 28 e 29 marzo, il neo-segretario ha pochissimo tempo a disposizione per sciogliere il nodo del candidato del Pd alla guida della Regione. Il terzo mandato di Vasco Errani è l’ipotesi più probabile, ma c’è chi, ad esempio i sostenitori della mozione Marino, chiede vi si arrivi attraverso nuove primarie. E poi c’è da pensare alla composizione delle liste, per Bonaccini il posto nel listino del presidente è garantito, e della nuova segreteria regionale. Esercizio che chiarirà in modo inequivocabile il taglio che vorrà dare al Pd dell’Emilia Romagna tra esigenze di rinnovamento, richiesta di unità e rispetto dell’esito congressuale, anche se la mozione Marino ha annunciato che non si costituirà in corrente. Ancora più aperto il discorso sulle alleanze. Di casi Rutelli nel partito emiliano non sembrano essercene, piuttosto è possibile, come sta accadendo a Modena, che alcuni fuoriusciti nel Movimento per la Sinistra, possano rientrare nel Pd “da combattimento” di Bersani, con contestuale accelerazione del percorso costitutivo di Sinistra e Libertà, naturale alleato con l’Italia dei valori di Di Pietro dei democratici. Più difficile, per noi dire impossibile in Emilia Romagna, il dialogo con l’Udc, il cui coordinatore regionale, il modenese Davide Torrini è sempre stato molto critico sulla “cultura di Governo” del Pd emiliano e fiero sostenitori della terza via, a quello che definisce il “bipolarismo dei ricatti”. Se ne saprà di più dopo gli Stati generali del centro del 28 novembre. Ultima questione, la successione di Bonaccini a Modena, dove per ora l’unico candidato in campo è l’ex Sindaco di Soliera, Davide Baruffi. Le regole del Pd prevedono che il congresso provinciale, con consultazione degli iscritti e senza primarie, si svolga tra novembre e gennaio o dopo le regionali. Modena dovrebbe scegliere la prima ipotesi.


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