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La parola passa agli elettori. Dopo oltre 7200 congressi di circolo, domenica vanno in scena le primarie del Pd per la scelta del segretario nazionale e di quello regionale. Attesi 2 milioni di votanti.

La prima volta fu per Prodi, quasi un plebiscito, nonostante cinque sfidanti. Poi toccò a Veltroni essere incoronato primo segretario del Pd. Anche allora l’esito era scontatissimo, con i vertici dei fu Ds e Margherita schierati al fianco dell’ex Sindaco di Roma. Stavolta saranno primarie verissime, tese e incerte, come dimostrano anche i toni forti degli ultimi giorni. La lunga estate congressuale, fatta di oltre 7200 riunioni di circolo, si è conclusa con Bersani in fuga, accreditato del 55% dei consensi degli iscritti, con Franceschini al 37% e Marino all’8%. Praticamente identico il dato per la corsa alla segreteria regionale con Bonaccini, in vantaggio di 10mila voti sulla Bastico, al 55%, contro il 34% dell’ex vice ministro all’istruzione, e il 10% del giovane Casadei. Ma domenica ripartono tutti da zero e a decidere saranno gli elettori che si recheranno a votare alle primarie, anche se nel caso nessuno dei candidati raggiunga il 50% dei consensi è prevista un’ulteriore coda congressuale. I seggi, 135 nel modenese, saranno aperti dalle 7 alle 20 e lo spoglio delle schede, a partire da quelle per il segretario nazionale, comincerà subito dopo. Oltre agli iscritti, potranno votare tutti coloro che si dichiareranno elettori del Pd, versando un contributo minimo di 2 euro. Come per le precedenti primarie, potranno votare anche gli stranieri con permesso di soggiorno e sarà sufficiente aver compiuto 16 anni, ma ci sarà un più rigoroso controllo degli aventi diritto. Ad esempio, non si potranno esprimere dirigenti e amministratori di altre forze politiche e chi, ancorché iscritto al Pd, abbia sostenuto altre liste alle ultime elezioni amministrative. Al voto sono attesi 2 milioni di italiani, contro i 466mila che hanno partecipato al congresso. Bastano questi numeri per capire che la partita è ancora aperta. Le liste di MarinoAvanti i giovani. Nelle liste modenesi che sostengono le candidature alla guida del Pd di Ignazio Marino, alla segreteria nazionale, e di Thomas Casadei a quella regionale, sono molti gli under 35 in prima fila, a cominciare dalla capolista Giulia Morini, che con i suoi 21 anni è anche la più giovane consigliera comunale di Modena. Giovane anche Juri Fontana, capolista nel secondo collegio del modenese, quello che raggruppa 43 comuni della provincia. A guidare le liste per il regionale saranno invece Ivan Scanavini, fondatore dell’associazione 3D, e Maria Luisa Cammarata, anche lei alla prima esperienza politica. Scelte all’insegna del rinnovamento anche nei contenuti, con tre priorità: lavoro, ambiente e diritti. In particolare, nei giorni del dibattito sul posto fisso e sul Ministro Tremonti, i sostenitori di Marino evidenziano come una delle idee forti messe in campo dall’aspirante segretario del Pd sia proprio quella di un solo e unico contratto di lavoro.


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