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I tagli decisi dal governo Berlusconi mettono a rischio la qualità della didattica nella scuola pubblica: è la denuncia del Pd modenese.

180 bambini rimasti fuori dalla scuola d’infanzia, la rarefazione della compresenza dei docenti alle elementari che mette a rischio uscite e progetti specifici, gli accorpamenti di classi nelle scuole superiori: i tagli del Governo sulla scuola pesano sulla qualità della didattica. E’ la denuncia del Partito democratico che proprio su questi temi sta preparando una grande mobilitazione. Anche il recente provvedimento sui precari rasenta l’assurdo: si pagano persone (e in realtà non si sa neppure nè quanto né quando) che altrimenti avrebbero avuto un lavoro. Le scuole modenesi, inoltre, vantano crediti per 2 milioni di euro nei confronti dello Stato, una media di 180mila euro per istituto. Soldi che servono, tra le altre cose, per garantire le supplenze. Tutto questo insieme di misure configurano, secondo l’ex ministro della pubblica istruzione Giuseppe Fioroni, la più grande controriforma del centro-destra che punta ad una scuola di qualità solo per chi se la può permettere. Sulla situazione che si è venuta a creare il Pd organizzerà una manifestazione pubblica per sabato 12 settembre alla Festa di Ponte Alto, in città verranno affissi manifesti con i motivi della protesta, mentre un ordine del giorno verrà presentato in Consiglio comunale proprio sul tema del taglio delle risorse. Il Partito socialistaE a difesa della scuola pubblica scende in campo anche il Partito socialista. “Noi socialisti – scrive il segretario provinciale Giovanni Franco Orlando – siamo per una scuola che punti a restare profondamente laica, che sia fondamentalmente gratuita e che sia aperta a tutti.


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