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“Modena non è come Catania: il patto di stabilità imposto da Tremonti impedisce al comune di mettere in campo importanti risorse contro la crisi”. La denuncia è di Paolo Trande, capogruppo consigliare del Pd, che stamattina ha illustrato le priorità del partito.

Terminato il rodaggio e le ferie estive, la nuova legislatura, in comune a Modena, si appresta ad entrare nel vivo e il rinnovato gruppo del Pd, forte di 23 consiglieri su 40 affila le armi. Dopo le difficoltà incontrate negli ultimi anni, con alcuni dolorosi addii, la priorità indicata stamattina dal segretario comunale Giuseppe Boschini ai 17 nuovi eletti, e non solo a loro, è stata quella di riuscire ad essere una vera squadra, capace di discutere, di ascoltare la città, non autoreferenziale e soprattutto in grado di decidere bene e in tempi rapidi, quelli, per intenderci, della società. Proprio per questo, il capogruppo Paolo Trande, all’esordio in politica anche lui, ha subito annunciato che il Pd proporrà la modifica di alcuni regolamenti per rendere più efficiente la macchina amministrativa. In particolare, l’obiettivo sarà quello di avere commissioni più snelle e meno numerose ed impedire che l’ostruzionismo da interrogazione ingolfi i lavori del consiglio. Ma è sui contenuti che il nuovo gruppo del Pd è pronto a far sentire la sua voce, con due priorità assolute: contrasto alla crisi economica e sicurezza. Non a caso il prossimo consiglio comunale sarà interamente dedicato alla crisi con il Pd che proporrà un piano straordinario di investimenti. “Possibile – denuncia il capogruppo Paolo Trande – solo se il Governo rivedrà i vincoli del patto di stabilità”…


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