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“Modena sarà in prima fila a celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia, nel 2011”. Lo ha annunciato oggi il Sindaco Pighi che ha contestualmente chiesto al Governo di impegnarsi per celebrare come si conviene la storica ricorrenza.

Il 14 agosto di 150 anni fa, nei territori appartenuti al Ducato Estense, i cittadini di Modena e degli altri centri urbani elessero 73 deputati chiamati ad esprimersi sul futuro della provincia. Si compiva così il primo passo verso il Plebiscito dell’11 e 12 marzo 1860 che sancì l’annessione dell’Emilia, della Romagna e della Toscana al Regno di Sardegna. Soluzione assai diversa, da quella prospettata dal trattato di Villafranca che poneva termine alla Seconda guerra d’Indipendenza e prevedeva il ritorno in città del Duca Francesco V. Ma i modenesi insorsero e, dopo i moti di giugno, l’elezione del 14 agosto 1859 avviò il processo di annessione al Regno di Sardegna, premessa all’impresa garibaldina dei Mille e all’unità del Paese. Una ricorrenza storica sconosciuta ai più ma assai significativa, che il Sindaco di Modena, Giorgio Pighi, ha scelto per annunciare la sua volontà di celebrare in modo solenne l’Unità d’Italia, nel 2011. “E’ mio impegno – scrive Pighi in una lettera aperta alla città – coinvolgere il Consiglio e la Giunta municipale per lasciarci avvincere dalle ragioni profonde dell’Unità d’Italia e dello straordinario progetto dei protagonisti, in una lettura della storia alleggerita sia da vecchie retoriche, sia da più recenti e disinvolte volgarità secessionistiche”. Tra le proposte del Sindaco compaiono seminari ed incontri di studio per valorizzare i documenti conservati nell’Archivio storico comunale e nell’Archivio di Stato, il completamento del restauro dei cimeli del Museo del Risorgimento, il restauro della grande lapide sulla Ghirlandina che ricorda le tappe dell’adesione di Modena all’Italia unita e quello della cappella di viale Finzi nella quale riposa il patriota Giuseppe Ricci. Ma Pighi, nella sua lettera chiama in causa anche il Governo chiedendo all’esecutivo di organizzare adeguate celebrazioni per la ricorrenza: “in modo da non far prevalere particolarismi, localismi e inutili contrapposizioni”.


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