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Il giorno dopo il risultato si guardano i dati con maggiore accuratezza e comincia l’analisi del voto modenese.

Due Comuni al centro-sinistra e uno, ma pesante, al centro-destra. Si è chiuso così, come vi abbiamo raccontato in diretta ieri sera nel corso dello speciale voto di Trc-Telemodena, il secondo turno delle comunali in provincia di Modena. Sassuolo è passato al centro-destra: nuovo sindaco è Luca Caselli, avvocato, trentenne, proveniente dalle file di An e ora confluito nel Pdl. Graziano Pattuzzi, il sindaco uscente, non ce l’ha fatta per 140 voti di scarto. A Vignola, invece, Daria Denti, assessore uscente della giunta Adani, candidata del centro-sinistra, è riuscita ad imporsi su Graziano Fiorini della Lega Nord. A Vignola, infatti, al ballottaggio era andato non il candidato del Pdl che, pure, al secondo turno si era apparentato, ma quello della Lega Nord. Infine a Mirandola nuovo sindaco è Maino Benatti, assessore uscente della giunta Costi, candidato del centro sinistra che ha battuto Lorenzo Bergamini del Pdl. L’analisi del voto modenese La prima volta che ben tre Comuni, in provincia di Modena, sono andati al secondo turno per scegliere il primo cittadino, ci consegna diversi spunti di riflessione. Il risultato è, per un verso, eclatante, ma, per l’altro, in qualche modo dato per scontato già alla vigilia dello scrutinio. Che la situazione a Sassuolo fosse difficile per il centro-sinistra era chiaro: nonostante Pattuzzi si fosse guadagnato il titolo di “sindaco-sceriffo”, le iniziali titubanze del centro sinistra a livello nazionale e locale nell’affrontare il tema sicurezza dei cittadini, con qualche politico che negava perfino potesse esistere il problema, hanno continuato a pesare. In questo modo il centro-destra si è potuto presentare come garante del cittadino italiano, mentre il centro-sinistra, per quanto impegno abbia profuso, viene comunque ancora vissuto come eccessivamente “buonista”. E poi, come aveva commentato Fassino solo venerdì scorso a Mirandola, in qualche modo, nell’elettore non abituato è radicata la convinzione che le vere elezioni sono quelle del primo turno: a Sassuolo hanno votato 3.500 persone in meno, a Vignola quasi 2.400, a Mirandola quasi 2.800. Sono distribuiti tra tutti gli schieramenti, ma è un dato di fatto che tutti e tre i candidati sindaco del centro sinistra, anche quelli che hanno vinto, non hanno avuto gli stessi voti raccolti il 6 e 7 giugno. Alla Denti ne sono mancati 81, a Benatti 417, a Pattuzzi ben 616. Al di là di apparentamenti o dichiarazioni di voto formali, se tutti gli elettori di Pattuzzi fossero tornati alle urne sarebbe stato confermato nella poltrona di primo cittadino. A Sassuolo, infatti, la differenza tra i due sfidanti è stata di soli 140 voti. Il calo dell’affluenza testimonia come, anche in questa tornata, la politica non sia riuscita a rinsaldare il suo rapporto con coloro che dovrebbe rappresentare. E poi, la capacità di fare quadrato attorno al proprio candidato del centro-destra e l’ormai endemica malattia del centro-sinistra, quella dei “distinguo”. Ognuno deve marcare la propria differenza, il proprio peso specifico, il proprio pensiero particolare: è verissimo a livello nazionale, ma è vero anche a livello locale. Certo è più facile mettersi insieme per centrare l’obiettivo comune, il candidato di sinistra da battere. Ma dovrebbe essere altrettanto facile a farsi anche nell’altro schieramento, sempre che davvero l’obiettivo sia “comune” e non sparpagliato in più obiettivi personali. E’ così, in fondo, che il centro-destra in queste elezioni è riuscito a vestire i panni del “cambiamento” e il centro-sinistra è invece diventato il simbolo di un potere troppo arroccato su se stesso. Bonaccini: ‘dobbiamo riflettere’“Sassuolo e Savignano sono due schiaffi che ci devono fare riflettere”. A dirlo, commentando l’esito del voto amministrativo, il segretario provinciale del Pd, Stefano Bonaccini, che non si accontenta dei 32 comuni conquistati su 38 e della tenuta del partito a Modena rispetto alle politiche. Il 1° luglio il consiglio provinciale E’ convocata per mercoledì primo luglio la prima seduta del consiglio provinciale. Alle 15 l’insediamento, a seguire l’elezione del presidente e del vicepresidente del consiglio. Davanti a loro giurerà poi il riconfermato presidente della Provincia di Modena, Emilio Sabattini, che subito dopo comunicherà i nomi della nuova giunta. 


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