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Si fa incandescente la campagna elettorale a Sassuolo. Caselli prima minaccia poi annuncia querela per diffamazione contro Pattuzzi. In mattinata la visita del sottosegretario Mantovano e dell’europarlamentare Prodi. A Mirandola confronto sulla Cispadana.

Prima minaccia di querelare l’avversario per alcune frasi diffuse in mattinata, poi nel pomeriggio annuncia che la denuncia la farà già domattina ma, nel frattempo, è cambiato il pretesto. Sempre più accesa la campagna elettorale a Sassuolo, a pochi giorni dal ballottaggio. In mattinata era stato un comunicato stampa diffuso dall’attuale sindaco Graziano Pattuzzi a far arrabbiare il candidato del Pdl Luca Caselli: commentando gli incendi che si sono susseguiti negli ultimi due giorni, Pattuzzi chiedeva al prefetto di vigilare ‘affinchè non venga turbata la serenità della città da questi incendi che lasciano più di un sospetto… E’ facile pensare a un pazzo o a qualcuno che vuole turbare questi ultimi giorni di campagna elettorale”. Pronta la replica di Caselli: “Se il riferimento era a noi procederemo legalmente per tutelare la nostra onorabilità”. Passano alcune ore e le scintille si fanno incandescenti. Dopo che, nel primo pomeriggio, Pattuzzi accusa il rivale politico di avere affisso dei manifesti fuori dagli spazi consentiti ‘addirittura nelle parrocchie’ e, nella sua reprimenda, ricorda quando “in questi anni lui faceva il saluto romano in consiglio”, Luca Caselli parte all’attacco e chiama il suo legale: ”Affermare che il sottoscritto faceva il ‘saluto romano in consiglio’ è oltraggioso per me e per la mia famiglia, oltre che falso; ho tre figli piccoli e chi dice sul giornale queste cose si deve solo vergognare. Per tale motivo nella giornata di domattina affiderò ad un mio legale di fiducia l’incarico di querelare Pattuzzi per diffamazione. Mantovano tira la volata a Caselli"I sindaci già da un anno, grazie all’intervento del governo, possono emanare ordinanze per contrastare il degrado urbano e la delinquenza ma una volta che verrà approvato il disegno di legge sulla sicurezza avranno ancora più poteri, così come per la polizia municipale nell’ambito dei piani coordinati di controllo del territorio”. Lo ha ribadito stamattina il sottosegretario agli interni Alfredo Mantovano, a Sassuolo per sostenere la campagna elettorale del candidato a sindaco del centro destra Luca Caselli. Come esempio Mantovano ha citato l’ordinanza contro la prostituzione messa in campo dal sindaco di Roma. Queste azioni – ha commentato – servono anche per aumentare la percezione di sicurezza dei cittadini. “Non solo fiori – ha precisato il sottosegretario agli interni – ma anche opere di bene” come i 100 milioni di euro destinati alla sicurezza urbana per i comuni del centro nord. Sulla questione dei 25 agenti attesi a Modena e promessi dal governo Mantovano ha spiegato che 30 anni fa fu immesso un grosso numero di poliziotti che ora sta andando in pensione. I nuovi arrivi, quindi, rimpiazzano quelli arrivati a fine carriera. Risultato, diciamo noi, gli organici non muteranno. Vittorio Prodi per PattuzziStamattina a Sassuolo il riconfermato europarlamentare Vittorio Prodi, fratello dell’ex presidente del consiglio dei ministri, e il sindaco uscente Graziano Pattuzzi, erano al mercato settimanale per incontrare i cittadini e per ringraziare personalmente tutti coloro che hanno dato fiducia durante la prima tornata elettorale al candidato a sindaco del centro sinistra. Tra strette di mano e sorrisi, Vittorio Prodi ha invitato l’elettorato del centro sinistra, a non astenersi dal voto. Un’amicizia quella che lega Vittorio Prodi e Graziano Pattuzzi forte da anni. Da quando entrambi ricoprivano, rispettivamente, il ruolo di Presidente della Provincia di Bologna e quello di Presidente della Provincia di Modena. Legame che ha portato frutti anche a Sassuolo, negli ultimi cinque anni, grazie ai finanziamenti dal parlamento europeo per progetti culturali e sociali ottenuti proprio grazie all’interessamento di Vittorio Prodi. Faccia a faccia sulla CispadanaSì alla Cispadana, un’arteria stradale indispensabile per l’economia del territorio dell’Area Nord, da costruire in tempi rapidi. Sì, in particolare, ad un’autostrada, realizzata in project financing, quindi senza utilizzare risorse pubbliche. Fin qui le due posizioni viaggiano su un unico binario. Il punto scambiatore arriva invece quando si parla di corridoio. Mentre Maino Benatti, candidato a sindaco per il centrosinistra a Mirandola, punta sul passaggio a sud, ovvero il tracciato storico, quello contemplato nei piani regolatori dei comuni e già previsto anche dalla Regione, il candidato di Pdl e Lega Nord Lorenzo Bergamini prende altra strada e punta verso nord. Round dopo round, senza nessuno dei due a soccombere sotto la pressione delle dichiarazioni dell’altro, i due sfidanti al ballottaggio mirandolese si sono confrontati questa mattina proprio sul delicato tema della Cispadana. Arbitri dell’incontro, i giornalisti, che hanno incalzato i candidati per chiarire la posizione di entrambi. Forte divergenza, come detto, proprio sulla domanda riguardante l’esigenza o meno di modificare il tracciato. Il faccia a faccia è poi proseguito, con Benatti che ha puntato in particolare sulle contraddizioni tra le posizioni del Pdl e quelle della Lega Nord, sottolineando come Bergamini abbia cambiato versione sul tracciato proprio su dettatura degli alleati, ed il candidato del centrodestra che invece ha chiesto come mai anche per la Cispadana, come fatto invece per il deposito di gas, non sia stata costituita una commissione locale per valutare tracciati alternativi e scegliere il meno impattante.


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