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Rispetto al dato nazionale, cambia tutto nel nord-est dove il Pd pareggia i conti con il Popolo della Libertà e, alleato con la Svp in Alto Adige, è di fatto il primo partito.

Riepilogo nazionale del voto europeo che, ci dà il senso politico del voto di ieri: il Pdl frena, rispetto alle scorse politiche, sfiora il 35% e non avvicina nemmeno la soglia del 40% sognata dal premier Berlusconi; il Pd arretra, come nelle previsioni, di poco sopra al 26% (alle politiche aveva superato il 33%) ma non crolla. Soprattutto crescono la Lega che sfonda e supera quota 10%, arrivando a quasi l’11% e diventando così una forza a due cifre percentuali, e l’Idv di Antonio Di Pietro che vola a oltre il 7,5%. Premiata anche l’Udc che si attesta quasi al 6,5%. La tagliola della quota di sbarramento del 4% fa strage dei partiti più piccoli: restano fuori dal Parlamento europeo sia la lista promossa da Prc e Pdci, sia Sinistra e Libertà e così, come già nel Parlamento italiano, la Sinistra non avrà rappresentanza, pur avendo qualche milione di voti con consensi in aumento. I dati della circoscrizione nord estDati importanti quelli della circoscrizione nord-est perché i parlamentari europei sono eletti proprio su base circoscrizionale. Pdl e Pd allineate al 28%, Lega Nord al 19%, Italia dei Valorial 7%, Udc al 5,6%. 13 gli europarlamentari del nord-est che voleranno a Strasburgo e Bruxelles su 72 complessivi dell’Italia. E sulla base di questi risultati possono avere speranze i modenesi Luciano Vecchi del Pd e Alessandro Borghetti dell’Italia dei valori, il più giovane candidato in corsa. L’affluenza Ma il dato più significativo per l’Europa è quello dell’affluenza, ferma al 43e24%, il più basso nella storia del voto per il Parlamento Europeo. In Italia, complice anche l’election day, si è invece recato ai seggi il 66,5% degli aventi diritto, con un calo comunque di 6 punti percentuali rispetto al 2004. Decisamente meglio in provincia dove hanno votato 409682 elettori, pari al 77,76 %, contro l’81e26 del 2004. Il comune dove si è votato di più è stato Fiumalbo che ha superato quota 85%. Ma al di là del significato politico per l’Italia e per Modena, in Europa, c’è stata una generale avanzata del centrodestra e soprattutto una seria crisi dei socialisti. Questo a grandi linee il risultato delle elezioni a livello di Unione Europea, con il Partito Popolare premiato in Francia, in Italia, in Germania, in Spagna e i socialisti battuti in Gran Bretagna, Francia, Spagna e Germania. A questi dati si deve aggiungere il successo delle liste di estrema destra xenofobe e anti-europee che registrano un notevole successo in Gran Bretagna, Olanda, Austria, Ungheria, Finlandia ma anche in Italia con l’affermazione della Lega. La debacle del Pse è parzialmente compensata dal buon risultato dei Verdi, che soprattutto in Francia e in Belgio ormai contendono ai socialisti il ruolo di leader della sinistra.A livello provinciale il Pd è il primo partito Ancora maggiore la differenza, rispetto al dato nazionale, di quello provinciale dove il Pd con oltre il 41% dei consensi si conferma di gran lunga il primo partito. Rispetto alle politiche del 2008, Pd perde comunque quasi sei punti percentuali, solo in parte passati all’Italia dei valori che ne guadagna 2, una percentuale di poco inferiore a quella delle forze di sinistra che un anno fa, insieme, si erano fermate al 2,73. Anche a Modena la Lega nord continua a crescere e arriva in doppia cifra guadagnando 4 punti sulle politiche, mentre il Pdl ne perde 1


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