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Il dato più significativo per l’Europa è quello dell’affluenza, ferma al 43,1%, il più basso nella storia del voto per il parlamento di Strasburgo. In Italia, complice anche l’election day, è andata meglio.

Fatta l’Europa, bisogna fare gli europei. Il celebre motto di Massimo D’Azeglio per l’Italia, all’indomani dell’Unità, vale sempre di più per l’Unione Europea, alle prese con un costante calo di votanti. Ieri sera, alla chiusura definitiva dei seggi nei 27 Paesi che compongono l’Unione, aveva votato solo il 43,1% degli elettori. Il peggior dato nella storia delle elezioni europee, il 2% in meno rispetto al 2004, il 6 rispetto al ’99, addirittura il 19% in meno rispetto al 1979, quando per la prima elezione del parlamento di Strasburgo votò il 62% degli elettori. Decisamente meglio è andata in Italia dove, complice l’election-day si è recato alle urne il 66,5% degli aventi diritto, con un calo di 6 punti percentuali rispetto al 2004. Italia, comunque, terza in Europa per percentuale di votanti alle spalle di Belgio e Ungheria. Ancora in aumento il numero di elettori che si è recato alle urne nella circoscrizione nord-est, il 72,2%, e in provincia di Modena dove hanno votato 409682 elettori, pari al 77,76 %, degli aventi diritto, contro l’81,26 del 2004. Il comune dove si è votato di più è stato Fiumalbo che ha superato quota 85%. Seguono Prignano, Savignano, Montecreto e San Cesario. Maglia nera per Montefiorino, con Zocca, Sestola e Palagano gli unici comuni dove l’affluenza non ha superato il 70% degli aventi diritto. A Modena gli elettori sono stati 106854, pari al 77,73%.


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