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Cave, inceneritore, bretella Campogalliano-Sassuolo e Cispadana: è per difendere le proprie idee su questi temi che, fallita ogni possibilità di dialogo, Rifondazione Comunista ha deciso di uscire dalla coalizione e candidare il segretario provinciale Lugli alla Presidenza della Provincia.

Prendere o lasciare. Dinanzi ad un ingresso in alleanza col Pd definito "non trattabile", Rifondazione Comunista ha scelto l’unica strada possibile: uscire dalla coalizione di centrosinistra ed avviarsi da sola verso il futuro. Così sarà Stefano Lugli, 34 anni, attuale segretario provinciale del Partito, a correre per la Presidenza della Provincia. Il candidato non nega la volontà di ricostruire un centrosinistra unito ma – spiega – "fino a quando il Pd modenese manterrà queste politiche, che sacrificano il territorio e l’ambiente, cioè la qualità della nostra vita e del nostro futuro, a scelte economiche miopi e discutibili, questo non sarà possibile". E così, a differenza di altri, e la frecciata ai Verdi è fin troppo chiara, Rifondazione Comunista ha preferito correre da sola per difendere quei temi che, anche nel corso di questa legislatura, erano stati oggetto di scontro politico. Lamandini, si allarga la coalizioneAnche Verdi e socialisti, che cinque anni fa avevano fatto scelte diverse, sono ora nella coalizione di centro-sinistra che sostiene la ricandidatura di Francesco Lamandini a sindaco di Spilamberto per il secondo mandato in vista delle amministrative di giugno. La lista “Uniti nel centrosinistra”, infatti, vede insieme Partito democratico, Partito socialista, Rifondazione comunista, Verdi, Italia dei valori, Comunisti italiani e Pri. “Credo che il lavoro fatto in questi anni – commenta Lamandini – sia stato importante e positivo, soprattutto perchè è stato il lavoro di una squadra affiata, sia politica che tecnica, che si è costruita anno dopo anno”.


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