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Tra le proteste del Comitato No Cave, è stato approvato oggi in Consiglio il Piano delle attività estrattive della Provincia. Congelato il 25% delle escavazioni, prima verifica tra tre anni.

C’erano anche i rappresentanti dei comitati No Cave dei 18 comuni interessati oggi durante la votazione in Consiglio provinciale per l’approvazione definitiva del Piano delle attività estrattive. Tra le novità apportate il blocco del 25% del fabbisogno, una prima verifica dopo tre anni ed un provvedimento del Consiglio che dopo cinque anni dovrà esprimersi sul da farsi. Arriva, dunque, oggi a conclusione un iter molto discusso partito ormai tre anni fa. Dopo una valutazione complessiva, effettuata congiuntamente da Provincia e Comuni, dei bisogni per quanto riguarda infrastrutture ed edilizia, è stato stilato il piano, approvato dalle amministrazioni locali. L’intero progetto, sulla base delle previsioni dello sviluppo economico e demografico dei prossimi anni, individua la necessità di circa 23 milioni di metri cubi di ghiaia e sabbia per l’edilizia e circa 27 per le infrastrutture tra cui la costruzione dell’autostrada Cispadana, la bretella Campogalliano-Sassuolo e la terza corsia dell’A22. Voto contrario da parte di Verdi, Rifondazione e dalle minoranze di centro destra.


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