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Apprezzamento per Modena e un invito alla coesione sociale e politica come viatico per l’uscita dalla crisi economica: sono gli argomenti affrontati dal presidente del Senato Schifani nella sua mattinata modenese.

Un deciso apprezzamento per Modena e per la sua Accademia militare, definita un “vero e proprio centro d’eccellenza nel panorama delle istituzioni formative nazionali”. Ha esordito così il presidente del Senato Renato Schifani, seconda carica della Repubblica, nella sua mattinata modenese. Schifani era a Modena per prendere parte alla cerimonia del giuramento degli allievi del 190esimo corso “Audacia”. Ma il dibattito romano lo ha naturalmente seguito: le polemiche sulle riforme innanzitutto. Schifani ha ribadito che, in attesa, delle riforme costituzionali bisogna mettere mano a quelle dei regolamenti delle Camere, in modo da assicurare maggiore efficienza nei lavori parlamentari, riforme che devono essere portate avanti insieme, maggioranza e opposizione. Un invito alla coesione politica e sociale del paese che, secondo Schifani, è anche l’unico modo per uscire dalla crisi internazionale. La scuola di Modena forma i futuri ufficiali dell’esercito e dei carabinieri: “comandanti di uomini” li ha definiti il presidente del Senato Schifani, “unici legittimati all’uso della forza” ha ricordato il sottosegretario di Stato alla difesa Guido Crosetto. La cerimonia di giuramento degli allievi dell’Accademia militare anche quest’anno ha visto la presenza delle massime autorità civili e militari. Oltre a Schifani e Crosetto erano infatti presenti il Capo di Stato maggiore dell’Esercito Fabrizio Castagnetti e il comandante nazionale dell’Arma dei carabinieri Gianfranco Siazzu. Davanti agli sguardi emozionati e orgogliosi di mamma e papà gli allievi del 190esimo corso “Audacia” hanno gridato il loro giuramento di fedeltà alla PatriaPadrino del corso il generale Rosario Aiosa, decorato di medaglia d’oro al valor militare: “Fai il lavoro che ti piace e non lavorerai un giorno della tua vita”, ha ricordato loro. Sotto il sole, i volti di questi 163 giovani che hanno fatto una scelta di vita, a volte difficile da comprendere per chi è fuori dall’ambiente militare. La maggior parte di loro proviene dalle regioni del Sud, solo tre gli emiliani, due modenesi e un reggiano, dieci le donne. Prima di tutto “ottimi cittadini italiani” ha comunque sottolineato nel suo saluto il comandante dell’Accademia Roberto Bernardini.


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