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Nel pomeriggio di oggi, nella sua Ferrara, il nuovo segretario nazionale del Partito democratico Dario Franceschini, davanti al Castello Estense, giurerà sulla Costituzione, una vecchia copia del padre partigiano.

Sia il sindaco Pighi che il presidente della Provincia Sabattini, venerdì, nel corso dell’inaugurazione della sede modenese della Scuola regionale di polizia, avevano potuto vedere, in anteprima, il documento siglato dalla maggioranza degli amministratori del Pd voluto da Errani, Chiamparino e Domenici. I modenesi compatti sono andati a Roma, all’assemblea nazionale, convinti che la ricetta per superare la crisi in cui è precipitato il Partito democratico dopo la sconfitta in Sardegna e le dimissioni di Veltroni fosse un mandato pieno a Dario Franceschini per affrontare, con forza, la scadenza elettorale di giugno e approdare, poi, al congresso in ottobre. Niente primarie subito, quindi, ma cambio di marcia sì con l’azzeramento del governo ombra e dell’esecutivo. Il Partito democratico, quindi, almeno fino ad ottobre, sarà guidato da un ex Margherita. Se è vero che il partito è nuovo e non bisogna più ragionare sulla base di vecchie logiche di schieramento, è pure vero che la nomina di Franceschini apre la strada a possibili nuove alleanze, soprattutto verso il centro. Secondo il sindaco Pighi, ospite della trasmissione di Trc-Telemodena “La città”, si deve guardare a sinistra (alle forze dell’ex Sinistra arcobaleno, all’Italia dei valori, ai socialisti, ai verdi), ma, magari dopo le elezioni, cominciare ad intessere rapporti anche con l’Udc e in quell’area laica cresciuta attorno alla lista civica “Modena a colori”.


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