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Dopo l’addio di Veltroni, il Pd di Modena si interroga sul futuro. Per il segretario provinciale Bonaccini "ora serve una leadership partecipata e condivisa".

“Il Pd è stato il sogno della mia vita. Non sono però riuscito a realizzarlo come lo avevo voluto io e milioni di italiani. Di questo me ne scuso”. Walter Veltroni, ormai ex segretario del Partito democratico, ha spiegato oggi, nel corso di una conferenza stampa, a Roma, le ragioni che lo hanno indotto a lasciare non solo la guida del partito, ma anche la politica almeno da dirigente. Ha anche già chiesto la revoca della scorta. Lascia travolto dalla sconfitta nelle elezioni in Sardegna, ma anche dalle divisioni interne al partito. Non a caso, nel suo discorso, ha ribadito di aver sempre cercato di tenere uniti tutti, ma di aver anche visto nel partito una mancanza di “solidarietà”. “C’è bisogno – ha detto – che tutti ci si senta di più “una squadra””. I prossimi passi sono già definiti: sabato si riunisce l’Assemblea nazionale del Partito democratico: con buona probabilità, sarà il suo secondo, Dario Franceschini, da reggente, a traghettare il partito al congresso. Grande naturalmente è la preoccupazione tra iscritti e simpatizzanti. A giugno, ci sono due appuntamenti fondamentali: le elezioni europee e le amministrative. In mattinata, abbiamo raccolto il commento di due amministratori del Pd: il sindaco di Modena e il presidente della Provincia, espressione delle due anime che si sono unite nel Partito democratico, gli ex Ds e gli ex Margherita. “Le dimissioni di Veltroni – ha detto il sindaco Pighi – sono un segnale forte. Occorre rilanciare l’azione nei confronti dei cittadini, per ricominciare a dialogare con l’elettorato di centro sinistra e con la società italiana tutta. Oggi c’è anche un problema di leadership. L’ipotesi Franceschini – ha continuato – può essere una soluzione intermedia per affrontare le elezioni in tranquillità arrivando fino al congresso. A Modena il Pd ha salde radici, è forte e organizzato. I problemi maggiori riguardano le zone dove invece è più debole”. Il presidente Sabattini si è detto “molto preoccupato e per due ragioni: perché fra tre mesi ci saranno le elezioni amministrative e perché il Paese si dibatte in una crisi seria e profonda. Occorrono – ha aggiunto – alcuni passi indietro e un maggiore senso di responsabilità da parte di tutti. Devono prevalere le idee più ancora delle persone che sono strumenti e mezzi e non il fine”.  “La situazione va presa di petto con l’obiettivo di trovare una leadership partecipata”. Questa la posizione del segretario provinciale del Pd Stefano Bonaccini che invita a seguire l’esempio modenese. “Il Partito in provincia è in buona salute perchè ha puntato su idee, programmi e proposte, non sulle persone”.


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