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Dopo il ribaltamento della posizione di Rifondazione Comunista sull’operato della giunta Pighi, non ci saranno dimissioni né da parte di Frieri in Comune, né da parte di Grandi in Provincia. “La Sinistra per Modena” punta alla costituzione di un nuovo soggetto politico.

L’area vendoliana di Rifondazione Comunista, alcuni esponenti di Verdi, di Sinistra Democratica e del Partito dei Comunisti Italiani, insieme a tanti cittadini delusi dall’andamento delle ultime elezioni politiche hanno recentemente dato vita all’Associazione “La Sinistra per Modena”, che punta, anche a livello nazionale, alla costituzione di un nuovo soggetto che possa andare oltre l’infelice esperienza della Sinistra L’Arcobaleno. Alle amministrative del 2004 Rifondazione Comunista decise di essere parte di una coalizione di governo della città e poco più di un anno e mezzo fa, nella verifica di metà mandato, il partito confermò le scelte e giudicò positivamente l’operato dei suoi esponenti nelle giunte e nei consigli provinciali, comunali e di Circoscrizione. Recentemente il cambiamento di rotta. In un documento approvato all’unanimità il 17 dicembre scorso, Rifondazione esprime un giudizio politico negativo sui risultati dell’amministrazione del sindaco Pighi. Il documento definisce la giunta modenese come una giunta “del mattone, votata alle privatizzazioni, alla rincorsa della destra in tema di sicurezza e alla precarizzazione del lavoro”. Netta la posizione della “Sinistra per Modena” che ritiene questi giudizi inaccettabili ed ingiustificati. Un cambiamento di valutazione dovuto al ribaltamento della maggioranza interna a Rifondazione Comunista, che, sempre secondo “La Sinistra per Modena”, non ha il diritto di imporre lo stesso stravolgimento nei confronti di chi è sempre stato impegnato nelle giunte e nei consigli per rispettare il mandato di fronte agli elettori. Diversa la lettura di questo terremoto interno a livello comunale e provinciale: la posizione dell’assessore al bilancio e partecipazione del Comune di Modena Francesco Frieri e quella dell’assessore provinciale alla cultura Beniamino Grandi; il primo, infatti, a seguito delle pesanti accuse rivolte alla giunta Pighi, è uscito dal partito, mentre il secondo, pur avendo aderito all’Associazione “La Sinistra per Modena”, resta ancora all’interno di Rifondazione. Non ci sono e non ci saranno, comunque, dimissioni a sei mesi dalle prossime elezioni amministrative, per le quali le alleanze sono ancora da definire.


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