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La mobilitazione di famiglie, ragazzi, sindacati e partiti è riuscita ad imporre la retromarcia del Governo Berlusconi sulla scuola.

Clamorosa marcia indietro del Governo Berlusconi sulla riforma della scuola. Dopo la mobilitazione dell’opposizione e dei sindacati degli ultimi mesi, culminata nella manifestazione nazionale di protesta indetta a Roma lo scorso 30 ottobre, è stata rinviata di un anno la riforma delle scuole superiori ed annullato il provvedimento relativo al ritorno del maestro unico. Nell’incontro con i sindacati a Palazzo Chigi, che si è svolto ieri pomeriggio, sono stati congelati diversi provvedimenti del ministro Maria Stella Gelmini. Per quanto riguarda la Scuola d’infanzia, l’orario obbligatorio delle attività didattiche garantirà prioritariamente il tempo di 40 ore con l’assegnazione di due insegnanti per sezione, scongiurando così l’ipotesi di un asilo solo mattutino. Nella scuola primaria maestro unico su richiesta delle famiglie: se sceglieranno l’orario a 24 ore la classe avrà il maestro unico, se opteranno per l’orario più lungo sarà affiancato da altri maestri. Nella scuola media sarà previsto un orario obbligatorio da 29 a 30 ore, secondo i piani dell’offerta formativa delle scuole autonome e resta al momento bloccato l’incremento del numero di alunni per classe. Slitta poi al primo settembre 2010 l’applicazione della riforma della scuole superiori, inizialmente prevista per il 2009. “Si tratta di un un vero e proprio dietro front da parte del Governo – ha affermato l’onorevole modenese Manuela Ghizzoni- una vittoria per l’opposizione dovuta alle buone ragioni del grande movimento per la scuola che ha visto uniti insegnanti, studenti e genitori”. La Ghizzoni si è detta soddisfatta, ma ha espresso anche grande preoccupazione per i tagli al personale previsti per il prossimo anno. “Bisogna che ci sia una marcia indietro – ribadisce l’onorevole – anche sui 40 mila posti di lavoro a rischio”. Sul tema è intervenuta anche l’ex vice-ministro all’Istruzione Mariangela Bastico. “Ora ci sono i tempi per approfondire e discutere le scelte – ha dichiarato la Bastico – con l’obiettivo di garantire innovazioni alte per l’istruzione tecnica e professionale, che devono rimanere entrambe all’interno dell’unitario ordinamento dell’istruzione superiore”.


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