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Bambini protagonisti alla cerimonia con cui, questa mattina, si sono rievocati i “Fatti d’arme di Limidi” del 20 novembre del 1944.

“Era sessanta, eran giovani e forti, non sono morti”. Così la lapide posta sul fianco della chiesa di Limidi ricorda i fatti d’arme che 64 anni fa scossero la frazione di Soliera. Era il 20 novembre del 1944 e una sessantina di civili rastrellati dai nazifascisti attendeva nei pressi della chiesa di essere fucilata. Fu l’intervento dell’allora vescovo di Carpi, monsignor Della Zuanna, a impedire l’eccidio e a salvare le vite dei prigionieri. L’episodio è stato rievocato questa mattina con una cerimonia che ha rappresentato il momento culminante del programma celebrativo predisposto per l’occasione dal comune di Soliera, insieme al comitato antifascista. Prima la messa celebrata da don Rino, poi la deposizione di una corona davanti alla lapide. In prima fila i bambini della parrocchia che hanno sfilato con i lumini della speranza e sventolato bandierine tricolori con sopra i nomi delle persone salvate. A loro è andato il saluto del sindaco Davide Baruffi e della parlamentare Manuela Ghizzoni.


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