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Dopo la Toscana, anche l’Emilia Romagna dichiara guerra alla riforma Gelmini della scuola. La Regione denuncerà alla Consulta la legge perché ne valuti la costituzionalità.

La riforma Gelmini della scuola è incostituzionale. Almeno questo è ciò che pensa la Regione che prepara il ricorso contro il provvedimento del Governo: “La chiusura dei plessi con meno di 50 alunni – ha detto stamattina il presidente Vasco Errani – è un atto grave che interviene direttamente sulle competenze degli enti locali”. Da qui la decisione dell’Emilia Romagna di ricorrere al giudizio di costituzionalità della Consulta. Sotto accusa gli articoli che determinano il dimensionamento degli istituti scolastici e il commissariamento delle Regioni inadempienti. “Il conflitto è nei fatti – ha tuonato Errani – Non si può intervenire in queste questioni con superficialità e arroganza. Il ministro ha scelto questa strada senza coinvolgerci e, proprio mentre si parla di federalismo, il Governo va nella direzione opposta, con atti d’imperio”. Se non ci saranno correttivi, in Emilia-Romagna sono 137 le scuole che rischiano la chiusura, di cui 92 elementari, perché con meno di 50 studenti. “Un attacco alla qualità della scuola con tempi brevissimi – commenta l’assessore regionale Paola Manzini – Non è accettabile dover ripensare l’organizzazione entro il 15 dicembre, sotto la minaccia del commissariamento. E’ inaccettabile”. La battaglia della Regione si somma a quella di studenti, pronti già domani a nuovi scioperi, e sindacati, con lo sciopero generale del 30 ottobre e quello dei Cobas di venerdì. Per ora il Governo sembra intenzionato a tirare dritto per la sua strada, ma lo scontro pare destinato a salire di tono.


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