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Cominciamo dalla politica, perché ieri sera Stefano Lugli è stato riconfermato segretario provinciale di Rifondazione Comunista. Un’elezione contrastata dai sostenitori di Vendola che, di fatto, sancisce anche a Modena una profonda spaccatura.

Stefano Lugli è stato confermato ieri sera segretario provinciale di Rifondazione Comunista, ma in realtà tutto è cambiato. Anche a Modena, infatti, si è consumata la spaccatura tra chi al congresso nazionale aveva sostenuto Nichi Vendola e chi si era schierato con Paolo Ferrero. E come a Chianciano, anche la scorsa notte, al momento del voto, l’elezione di Lugli è avvenuta grazie ai voti dell’ala più dura di Rifondazione, la così detta componente Falce e Martello che così per la prima volta nella sua storia sarà al governo del partito nel modenese. 27 voti favorevoli, 10 contrari, risultato netto in favore di Lugli, quando invece al congresso provinciale la maggioranza relativa era andata ai sostenitori di Vendola. Ma più dei numeri conta il possibile spostamento ancora più a sinistra di Rifondazione . Anche se per ora – assicura il neo segretario provinciale – non ci sono decisioni precostituite sulle possibili alleanze per le elezioni amministrative. Lugli non chiude nemmeno alla costruzione di un percorso unitario con le altre forze della sinistra, ma nel documento congressuale l’idea della Costituente è stata bocciata. Modena in piena sintonia con la linea nazionale, dunque, ma con l’incognita di cosa faranno i sostenitori di Vendola. L’ipotesi di una scissione è concreta, ma per ora nessuno sembra intenzionato ad accelerare, in attesa di capire quali saranno le future scelte di Lugli e della nuova segreteria. Rifondazione comunista, assieme a Comunisti italiani, Sinistra Democratica e Verdi scendono in piazza uniti, sabato 11 ottobre, contro le politiche del Governo Berlusconi. L’appello a partecipare alla manifestazione di Roma viene rivolto dai segretari provinciali dei partiti anche ai modenesi, “contro i provvedimenti discriminatori della destra, in difesa dei salari e delle pensioni, erosi in maniera preoccupante dal caro-vita, per la salvaguardia della scuola, e per chiedere politiche a favore dei lavoratori, contro la precarietà”. I rappresentanti locali dei partiti ribadiscono anche la loro opposizione alla legge elettorale che il Governo Berlusconi vuole approvare in vista delle elezioni europee: “Uno sbarramento del 5% metterebbe da parte le forze della sinistra” dicono.


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