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Nonostante il freddo, Arena del lago gremita, ieri sera, alla Festa di Ponte Alto, per ascoltare il ministro dell’economia e delle finanze del governo ombra del Pd Pierluigi Bersani.

“Adesso nervi saldi”: al nostro microfono, ieri sera, a Carpi, Pierluigi Bersani aveva cercato di guardare comunque al futuro in maniera positiva dopo l’ennesimo flop nell’accidentato cammino per tentare di salvare Alitalia. Una vicenda che, ha detto, era praticamente conclusa e che questo governo, invece, ha voluto pervicacemente riaprire per poi farla sfociare in niente. Larga parte del suo successivo intervento alla Festa del Partito democratico a Ponte Alto è stata dedicata proprio alla nostra compagnia di bandiera, ma si è parlato anche di altro. Delle difficoltà economiche del paese, certificate anche da Confindustria che, per la prima volta, parla espressamente di recessione. Delle amministrative prossime venture. Dello stato di salute del Partito democratico dopo la sconfitta alle politiche. Di quello che si dovrebbe fare per risollevare le sorti del paese e che non si sta facendo. Molti gli applausi: Bersani si dimostra uno degli uomini politici più amati nelle nostre terre, l’ironia lieve, nonostante la evidente stanchezza, rimane la cifra distintiva del suo parlare. E non si è tirato indietro neppure alla fine quando l’intervistatore, Enrico Pagliarini di Radio 24, ha buttato lì: “ma lei, lo farebbe il presidente del Consiglio?” Risposta: “tutti i presenti sarebbero disposti a farlo, per mandare a casa Berlusconi.”


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