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Sul referendum per il partner privato di Aimag, in programma a Carpi il prossimo 28 settembre, si spaccano i Verdi. La federazione provinciale invita a votare sì, per il no, invece, il portavoce dei Verdi di Carpi, D’Addese.

Resa dei conti tra i Verdi di lotta e quelli di Governo. Dopo l’uscita dalla giunta provinciale e la remissione delle deleghe di Tesauro in consiglio a Modena, il confronto si sposta a Carpi. Tutto interno al partito ma dal grande significato politico. Da una parte, i Verdi di Carpi, il cui portavoce, Carmelo Alberto D’Addese è anche assessore in Giunta, favorevoli all’ingresso di un partner privato in Aimag e che quindi invitano a votare “no” al referendum del prossimo 28 settembre; dall’altra il presidente provinciale Brigliasco Vincenzi che ha schierato il partito per il “sì”. Un confronto senza esclusione di colpi, con D’Addese che accusa Vincenzi di “ingerenza in una vicenda carpigiana” e il responsabile modenese che accusa i Verdi di Carpi di “indebita appropriazione del simbolo”. Vicenda su cui adesso dovranno esprimersi i vertici nazionali del partito, con D’Addese che ha avviato una procedura contro Vincenzi. Durissima la replica di Vincenzi che si dice pronto a sfiduciare D’Addese perché i Verdi a tutti i livelli sono contro la privatizzazione dell’acqua. E così il referendum sull’Aimag diventa questione politica. Con i Verdi modenesi che appaiono sempre più lontani dal centrosinistra di governo, anche a costo di perdere qualche pezzo, pronto a passare nel Pd.


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