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Prima campanella, stamattina, per gli studenti modenesi. Ad accoglierli, davanti a scuola, non soltanto insegnanti e maestre, ma anche i sindacalisti della Cgil che hanno dato vita ad un volantinaggio contro la riforma Gelmini delle elementari.

Davanti alle scuole elementari, a tutte le 137 scuole del modenese, per dire no al maestro unico e alla riforma del ministro Gelmini. La Cgil punta sulla comunicazione diretta con le famiglie per spiegare cosa succederà dal prossimo settembre 2009, nel caso il parlamento approvi il decreto legge del Governo. 8 miliardi di tagli alla scuola pubblica, con 130 mila posti di lavoro in meno, 87 mila gli insegnanti, blocco delle assunzioni e trasformazione delle università in fondazioni di diritto privato. E, alle elementari, riduzione del tempo scuola che passerà dalle attuali 40 ore, per chi sceglie il tempo pieno, a 24 ore settimanali. Contro il provvedimento del Governo si scaglia anche Rifondazione Comunista. Per il consigliere provinciale, Stefano Lugli, la riforma colpirà le famiglie più deboli, quelle più povere, con pochi parenti e un lavoro precario, e così le disuguaglianze sociali aumenteranno. Critico anche Giorgio Prampolini, capogruppo di Sinistra democratica, in consiglio a Modena. “Il commissario europeo Figel – ricorda Prampolini – ha sollecitato l’Italia ad aumentare gli investimenti nella scuola. Il Governo, invece, taglia e si accanisce sulle elementari, la scuola che in Italia funziona meglio”. E sono 86.500 gli studenti che oggi a Modena hanno cominciato o ricominciato la scuola. Quasi 30mila (29.818) i bambini che frequentano la scuola primaria. Gli iscritti alla scuola secondaria di 1° grado – le vecchie scuole medie per intenderci – sono 17.954; alle superiori vanno in 29.821, mentre sono 9.907 i bambini iscritti alla scuola dell’infanzia. I dati sono stati forniti dall’Ufficio scolastico provinciale.


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