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Per maestri ed insegnanti, ve lo abbiamo raccontato, la scuola è iniziata ieri, ma oggi arriva la notizia che il Governo ha anticipato a quest’anno il ritorno del maestro unico alle elementari. Durissimo il commento di Mariangela Bastico, Ministro ombra del Pd: “Vogliono distruggere la scuola pubblica”.

Ritorno al maestro unico. Notizia non nuova, direte, visto che se ne parlava da tempo per il prossimo anno scolastico. Di clamoroso, in quanto pubblicato oggi dalla Gazzetta ufficiale, c’è però l’anticipo a quest’anno, introdotto a sorpresa nel decreto legge varato dal Governo nel primo consiglio dei Ministri al rientro delle vacanze, lo scorso 28 agosto. Una decisione che completa il disegno della nuova scuola “al passato”, del ministro Gelmini, insieme a voto in condotta, grembiulino e giudizio espresso in numeri anche alle elementari. Ma anche una decisione che rischia di sconvolgere i piani di molte famiglie modenesi se, come potrebbe accadere, con il ritorno al maestro unico e la contestuale riduzione dell’orario scolastico potrebbe venir meno il tempo pieno. L’articolo 4 del decreto governativo prevede infatti che per contenere la spesa pubblica sia reintrodotto già da quest’anno “l’insegnante unico nella scuola primaria”, con un orario di 24 ore settimanali. Un taglio secco, secondo i sindacati di oltre 83mila posti, ma soprattutto un colpo durissimo al tempo pieno, modello educativo ed organizzativo delle famiglie, apprezzatissimo e usatissimo nelle scuole modenese. E ora cosa accadrà? Il Comitato nazionale contro la restaurazione del maestro unico già invita ad inondare di fax il Ministero dell’istruzione, ma con l’autonomia, molto dipenderà dalle scelte che le singole scuole faranno nei prossimi giorni. Intanto contro la decisione della Gelmini si scaglia la senatrice modenese del Pd Mariangela Bastico, già Viceministro all’Istruzione nel Governo Prodi, che annuncia una battaglia durissima in parlamento del Partito democratico. Secondo la Bastico: “Il Governo Berlusconi vuole smantellare la scuola pubblica e lo fa colpendo il tempo pieno alle elementari che ne costituisce il punto più alto e qualificante”. “Una scelta gravissima – conclude il Ministro ombra del Pd – fatta non per esigenze pedagogiche e didattiche ma per esigenze finanziarie”.


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