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Piace anche ai dirigenti scolastici modenesi il ritorno al voto di condotta, voluto dal ministro all’istruzione Mariastella Gelmini. “Uno strumento educativo e contro i bulli”, secondo l’associazione presidi.

Ritorno del voto di condotta, degli esami di riparazione e del grembiulino alle elementari. In linea con le novità introdotte dal ministro Fioroni, nello scorso Governo Prodi, anche la nuova titolare del dicastero dell’istruzione, Mariastella Gelmini, pensa di tornare all’antico per rilanciare la scuola italiana. Tra le novità, meglio, le riscoperte, contenute nel disegno di legge proposto dal Ministro, la possibilità per i dirigenti di reintrodurre la divisa scolastica, il vecchio grembiule; la verifica autunnale del recupero dei crediti formativi, assai simile agli esami di riparazione; e il ritorno al voto di condotta, che avrà un peso nella valutazione e nei casi più gravi potrà portare alla bocciatura dei ragazzi più ribelli. Una misura questa, apprezzata dai dirigenti scolastici modenesi, secondo cui così si combattono intolleranza e bullismo, ma soprattutto si riafferma che la scuola, in accordo con le famiglie, non ha solamente compiti formativi ma anche educativi. Intanto però anche a Modena cresce la preoccupazione per la possibile soppressione di alcune scuole di piccoli comuni della montagna. Nel giro di tre anni circa 2mila istituzioni scolastiche potrebbero chiudere o essere accorpate. E’ questo uno degli effetti del decreto legge 112, collegato alla manovra finanziaria per il 2009. Per alleggerire la spesa della pubblica amministrazione infatti, la scuola dovrà lasciare sul campo qualcosa come 87mila posti di insegnante e 42mila e 500 di Ata. E non viene esclusa una nuova razionalizzazione della rete scolastica italiana che, tradotto, significa tagliare ed accorpare scuole. L’obiettivo è quello di risparmiare, riportando all’interno dell’intervallo virtuoso il numero di alunni delle singole scuole: tra 500 e 900, appunto. E per le istituzioni scolastiche sottodimensionate il rischio è grande. Non ne è esente la provincia di Modena, i comuni della montagna in particolare, diversi al di sotto dei 400 alunni. "Qui però tagli non sono possibili – attacca l’ex vice ministro alla pubblica istruzione Mariangela Bastico – in montagna la presenza delle scuole, in particolare quelle del primo ciclo, deve essere garantita". Ma la senatrice del Pd ricorda anche come, in alcuni comuni della nostra provincia, ci siano realtà ben al di sopra dei parametri.


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