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Dopo i precari, il Governo prende di mira gli anziani poveri. Un errore dell’esecutivo nello scrivere un emendamento alla Finanziaria, potrebbe costare infatti la pensione sociale a 4mila modenesi.

Voleva colpire gli stranieri, il Governo Berlusconi, togliendo l’assegno sociale fino a 400 euro al mese a chi non ha versato i contributi per almeno 10 anni lavorativi di fila. Non ha considerato però che nella categoria citata dall’emendamento alla Legge Finanziaria di Tremonti, sarebbero finiti 800mila tra anziani poveri, casalinghe, suore, frati, emigrati di ritorno. Persone al limite dell’indigenza, che in quell’assegno dell’Inps trovavano l’unica fonte di sostentamento, e che dal primo gennaio 2009 potrebbero restare senza “una lira”. Un terremoto anche a Modena, dove sono oltre 4.050 gli ultrasessantacinquenni, con reddito inferiore a 5142 euro, che percepiscono un assegno sociale pari a circa 340 euro. Considerando che il 95% di loro, secondo le prime stime, non raggiunge i nuovi requisiti richiesti per l’accesso alla pensione, 3.800 modenesi verrebbero privati di una somma piccola, quanto preziosa. La denuncia arriva dallo Spi Cgil cittadino, sul piede di guerra, così come l’omologo nazionale, e intenzionato a chiedere alla maggioranza di Governo di tornare sui suoi passi. Secondo gli ultimi annunci del Ministro per i rapporti con il Parlamento Elio Vito, sembra che questa sia anche l’intenzione dell’esecutivo, deciso a correggere la manovra economica del corso dell’esame al Senato. Per ora, si tratta di un annuncio, come quello di intervenire, a settembre, sull’emendamento che consente alle imprese di non assumere i precari che abbiano vinto una causa per irregolarità contrattuale. Intanto, le norme restano e le battaglie dei sindacati continuano.


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