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Il giorno dopo l’elezione dell’ex ministro Ferrero alla guida di Rifondazione Comunista, a Modena i sostenitori di Vendola scelgono il silenzio, mentre il segretario provinciale Stefano Lugli, in attesa di essere riconfermato, non chiude ad alleanze con il Pd.

Ha vinto Ferrero, alleatosi con l’ala più dura e radicale del partito, ha perso Vendola, nonostante il 47% dei consensi. Fosse un incontro di pugilato, sarebbe finito ai punti e già si organizzerebbe la rivincita con borse milionarie. Ma è politica, e in ballo non ci sono soldi e titoli sportivi, ma strategie e visioni del mondo. Del futuro della sinistra italiana in particolare. Con Ferrero, sembra andare in soffitta il progetto della Sinistra arcobaleno, peraltro bocciato dagli elettori in aprile, mentre diventa possibile l’intesa con i Comunisti italiani di Diliberto, per superare lo scisma del ’98 e forse, addirittura con il Partito comunista dei lavoratori di Ferreando. Un progetto di Unità comunista che porta assai lontano dal Pd di Veltroni, che proprio per rompere con le frange più estreme di Rifondazione ha scelto di correre quasi da solo alle scorse elezioni. Ma se gli scenari romani sono abbastanza chiari, più difficile capire cosa accadrà a Modena, dove in Regione, in Provincia, in città e in altri comuni importanti, Rifondazione governa con il Pd. Il congresso provinciale è stato vinto dalla mozione Vendola che però, con il 35% dei consensi, non ha la maggioranza assoluta. Da qui, i silenzi di ieri e di stamattina dei suoi principali esponenti, gli assessori Frieri e Grandi. Un po’ per leccarsi le ferite della sconfitta nazionale, di più per capire cosa accadrà a settembre quando il comitato politico dovrà eleggere il nuovo segretario. Il favorito, ora più che mai, è Stefano Lugli, che però dovrà fare i conti con l’ala più radicale del partito, che in provincia ha il 25% dei consensi, e potrebbe chiedere di rompere ogni alleanza con il Partito democratico, come già accaduto a Sassuolo e Carpi. Per ora, Lugli non chiude al Pd, ma annuncia che a settembre inizierà una seria verifica di questi anni di governo insieme. Poi si discuterà di programmi per il 2009, come peraltro chiesto ieri da Bonaccini. I sostenitori di Vendola, invece, pensano a costituire un’area culturale che tenga viva l’idea di una sinistra più vasta, in attesa di capire cosa farà Sinistra democratica.


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