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Vittoria dell’ex ministro Paolo Ferrero al Congresso di Rifondazione Comunista. Ma già si discute degli effetti su Modena, in vista delle prossime amministrative.

Chi entra Papa, spesso esce cardinale. Il vecchio adagio da oggi non vale più solo per il conclave, ma anche per Rifondazione Comunista. A Chianciano, dove si è svolto il 7° congresso nazionale del partito, Nichi Vendola, forte della maggioranza relativa dei consensi, è stato sconfitto da Paolo Ferrero, l’ex Ministro del Governo Prodi, che ha avuto l’appoggio dell’ala più dura e radicale. Pochi voti di differenza, una tensione palpabile, poi Vendola ha ammesso la sconfitta, ma ha smentito qualsiasi ipotisi di scissione. Resta, ma la sua idea di sinistra di governo, pronta ad alleanze con il Pd, esce sconfitta. Ed ecco che nei prossimi giorni sarà interessante verificare le ricadute locali, a cominciare da Modena, dove al congresso provinciale, la mozione Vendola aveva avuto la meglio, ma senza arrivare al 40%. Per ora, da Rifondazione nessun commento ufficiale, in attesa della conclusione ufficiale del congresso, ma appare evidente che l’esito di Chianciano lascerà il segno. Lo sa bene il coordinatore regionale di Sinistra democratica, Massimo Mezzetti, che dopo la conferma di Diliberto alla guida dei Comunisti Italiani, della Francescato nei Verdi e di Ferrero a Rifondazione parla di reazione identitaria della sinistra. Di logica conservatrice e fallimentare. L’opposto di quello che aveva provato ad essere la Sinistra arcobaleno e “proprio per questo – commenta Mezzetti – già a settembre lanceremo il cantiere aperto della sinistra europea. Non tratteremo più con i colonnelli, ma ci apriremo agli elettori quelli che vogliono una forza di sinistra capace di governare e di confrontarsi alla pari con il Pd”. Partito democratico che dal canto suo non chiude le porte: “Non c’è smania di autosufficienza – commenta Bonaccini – a prescindere dall’esito del congresso, lavoreremo per continuare a governare insieme, ma ci deve essere pieno assenso sul progetto politico e sul programma di governo”. La recente crisi di giunta in Provincia, evidentemente, ha lasciato il segno.


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