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“Per favore, non scherziamo”. l’assessore Daniele Sitta torna sul caso della Palazzina ex Amcm. “Non è un’opera di Vecchi – ha detto – ma un edificio ibrido per il quale l’architetto stesso aveva previsto l’abbattimento”.

La palazzina uffici dell’ex Amcm non è un pregevole esempio dell’architettura razionalista di Vinicio Vecchi, ma un edificio di compromesso tra quello indicato nei progetti ufficiali e quello che poi, in concreto, il Comune è riuscito a realizzare. L’assessore modenese Daniele Sitta mette i punti sulle “i”, ricostruendo con dovizia di dati la storia del fabbricato finito al centro del contendere. Da un lato l’Amministrazione che ne ha previsto l’abbattimento, dall’altro un movimento d’opinione che considera invece l’edificio degno di considerazione e meritevole di essere salvato. “Vinicio Vecchi – dice Sitta- è stato un grande architetto, ha costruito molte parti di Modena e tra le sue opere ci sono cose fantastiche e altre molto meno riuscite, che sono, con tutta probabilità, frutto di inevitabili compromessi con le richieste della committenza, come è normale avvenga quando si svolge una professione, come dimostra proprio il caso ex AMCM. Quindi fare di ogni erba un fascio – conclude – credo sia un errore, che può produrre solo danni, alla città e all’immagine di uno dei nostri più prestigiosi architetti.”


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