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Tempo pieno nella scuola primaria nuovamente a rischio per effetto dei quasi 88 mila tagli degli insegnanti che saranno effettuati entro il 2012 a livello nazionale. E si torna a parlare del maestro unico alle elementari.

Rimettere in carreggiata il rapporto costi-qualità del servizio scuola. Con questo obiettivo il governo Berlusconi nella manovra estiva ha dato il via ad un ridimensionamento dell’organico che farà sparire quasi 88 mila insegnanti a livello nazionale entro il 2012 nelle scuole italiane. Dalla scuola dell’infanzia alle superiori saranno adottati criteri più rigidi per la formazione delle prime classi, con l’aumento del numero di alunni in ogni classe, che a Modena è già il più alto d’Italia. Previste inoltre riduzione delle ore di lezioni nelle superiori, delle ore di sostegno all’handicap e la modifica dei programmi. Per effetto dell’innalzamento del rapporto alunni/docenti a Modena e provincia, secondo l’indagine pubblicata oggi dal Sole il 24 ore, che spariranno 627 cattedre, contro le 4124 di Napoli, le 3892 di Roma, dove però si registrano esuberi di personale. Il taglio a Modena provincia sale 1070 unità se si aggiungono le riduzioni che riguarderanno anche il personale tecnico amministrativo e i bidelli. Secondo la Cgil scuola i tagli penalizzeranno particolarmente, a partire da settembre 2009, la scuola primaria, con il 34% dei posti tagliati. A rischio il tempo pieno soprattutto con la ventilata ipotesi da parte del ministro all’istruzione Gelmini dell’introduzione del maestro unico nelle scuole elementari. “Il piano del governo sulla scuola è un autentico colpo di mano e le conseguenze, a discapito della qualità della scuola, si faranno sentire pesantemente anche a Modena. Questo il commento dell’onorevole del Pd Manuela Ghizzoni che sottolinea come anche per il personale precario le immissioni in ruolo saranno solo 25 mila a livello nazionale, contro le 51 mila programmate dal ministro Fioroni nella passata legislatura.


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