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Sarà un futuro breve, quello di Forza Italia a Modena, destinata a confluire nel Popolo della libertà, ma intanto il commissario Lenzini ha terminato la riorganizzazione del partito e, di fatto, blindato la sua leadership sino a fine 2009.

Il futuro si chiama Popolo della libertà, ma nel frattempo il commissario Lenzini ha messo a punto la nuova organizzazione di Forza Italia che, e non poteva essere diversamente visto la storia dell’avvocato ed ex sindaco di Pavullo, assomiglia molto di più alla Democrazia Cristiana degli anni d’oro che al movimento leggero di questi anni a Modena. Un partito, cioè, che punta ad essere fortemente radicato in ogni comune della provincia con sezioni e sedi attive e gruppi dirigenti locali. Per Forza Italia, un trasformazione radicale, seppur di breve durata visto che il congresso di estinzione è previsto entro la fine dell’anno, che Lenzini ha portato a casa senza epurazioni, confermando i 14 coordinatori comunali in carica al momento della sua nomina, tra cui Mazzi a Modena e la Severi a Sassuolo, due fedelissimi di Isabella Bertolini, ma piazzando persone di fiducia in tutti i posti chiave e recuperando i critici della prim’ora della passata gestione, Bertacchi, Barbolini, Bruini e Marisa Malavasi, e i sindaci in carica, Pasini, Corsini e Nardini. La nuova organizzazione sarà ratificata domenica dalla prima riunione dei quadri provinciali, presieduta da Olga Vecchi, ma i giochi sembrano fatti. “Anche perché – ha ricordato il Commissario Lenzini – prima dell’autunno del 2009 di congressi locali non ce ne saranno e sino ad allora l’ultima parola spetterà a me”. Il messaggio è chiaro. In ballo ci sono le elezioni amministrative, con il Popolo della Libertà che proverà a presentare liste unitarie con inevitabili tagli di posti, e la difficile trattativa per eventuali alleanze locali con la Lega Nord e nessun altro potrà agire in nome e per conto di Forza Italia.


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