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Un altro intervento che fa discutere: il recupero dell’Ex Sipe a Spilamberto. Al via, tra oggi e domani, il confronto tra sindaci e organizzazioni economiche e sociali.

Faccia a faccia, finalmente, per capire se intesa ci potrà essere. Da una parte i sindaci di Vignola, Spilamberto e Savignano, dall’altra le organizzazioni economiche e sociali che da mesi criticano l’ipotesi di modifica dell’accordo di programma del 2004, stipulato tra gli enti locali, la Provincia e l’allora proprietà Ipi Spa, all’epoca l’immobiliare del gruppo Fiat, poi passata nelle mani del discusso finanziere Danilo Coppola, oggi agli arresti domiciliari. “Incontri importanti”, quelli in programma oggi e domani in comune a Vignola, dicono i sindaci, “per confrontarsi su un progetto strategico per il territorio e le imprese, ma anche per dare risposte adeguate ai numerosi interrogativi che la complessità dell’intervento ha sollevato”. Ai rappresentanti del mondo economico, e poi domani a sindacati e consumatori, i tre sindaci, Adani, Lamandini e Fornari, ribadiranno che il Parco scientifico può essere il perno del futuro sviluppo della zona. Dall’altra parte del tavolo, però, Cna, Confesercenti, Lapam, Legacoop, sindacati e rappresentanti dei consumatori però chiederanno risposte concrete alle tante critiche sollevate nei mesi scorsi a cominciare dall’eccessivo Parco commerciale da 23mila metri quadrati, una sorta di grande outlet o di piccola Casalecchio che non convince nessuno. Eppoi, i dubbi sull’effettiva utilità per le piccole e medie imprese di un parco scientifico dove non si farà ricerca, ma dipenderà dal Tecnopolo dell’Università d’Ingegneria di Modena. Senza dimenticare l’impatto del residenziale e dei 460 alloggi previsti, l’assenza di aree produttive e i dubbi sulla proprietà che sarebbe controllata da fiduciarie con sede a San Marino e in Lussemburgo. Forti perplessità che da oggi, forse, troveranno risposta, anche se c’è chi chiede che il confronto sia pubblico. L’associazione Parliamoci, dopo l’incontro di venerdì sera, chiede ai sindaci di dare vita ad un unico tavolo di confronto con tutte le associazioni. In modo che davvero nel recupero dell’ex Sipe prevalga l’interesse generale.


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