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Prima riunione per il tavolo istituzionale, lanciato dal Presidente della Provincia, Sabattini, subito dopo le elezioni. Amministratori e parlamentari di maggioranza e opposizione si sono incontrati per definire una strategia comune di azione per Modena. E si parte con la sicurezza.

Fare lobby. In Italia non suona benissimo, ma negli Stati Uniti d’America è la regola. L’importante è dichiaralo pubblicamente, come hanno fatto stamattina, per la prima volta, amministratori e parlamentari modenesi, chiamati a raccolta dal Presidente della Provincia, Sabattini. Indipendentemente dall’appartenenza partitica e del ruolo istituzionale, si sono seduti allo stesso tavolo e hanno messo in fila una serie di priorità per Modena. Obiettivi comuni su cui lavorare insieme a cominciare da sicurezza e infrastrutture. Un esempio concreto della nuova aria che si respira in Italia e della volontà di superare il clima di muro contro muro, da mezzogiorno di fuoco, che ha contraddistinto la politica negli ultimi 15 anni. In realtà, essendo a Modena, dove il Partito democratico è dominante, a rappresentare il Popolo della libertà, c’era solo Isabella Bertolini, ma presto – ha assicurato il Presidente Sabattini – sarà coinvolto il sottosegretario Carlo Giovanardi, perché proprio dal Governo devono arrivare le risposte più importanti. A cominciare dal finanziamento della bretella Campogalliano-Sassuolo, dalla manutenzione della disgraziata statale 12 e dal potenziamento degli organici della Polizia. Numeri impietosi, quelli emersi nella discussione. Nel 2003, subito dopo l’apertura del Cpt, gli agenti erano 452; oggi, tra questura e commissariati distaccati, sono 410. Ma uomini servono anche per i vigili del fuoco, al carcere di Sant’Anna e in tribunale, dove il conto del personale amministrativo fa -21, e nel distaccamento di Sassuolo non c’è nemmeno un addetto. C’è davvero molto da fare, e allora, ben venga la neonata lobby dei modenesi. Commenti tutti positivi e bi-partisan, nello spirito dell’iniziativa, al termine dell’incontro. Con una priorità che sarà presto manifestata al Governo, la necessità di potenziare gli organici delle forze dell’ordine. Ma sentiamo le opinioni di alcuni dei partecipanti al tavolo istituzionale. “Non ingabbiare i poteri dei sindaci in schemi troppo rigidi e, in caso di nuovo blocco del turnover nelle pubbliche amministrazioni, che ne rimangano fuori almeno gli organici delle forze dell’ordine”. Sono queste alcune delle richieste che il sindaco di Modena Giorgio Pighi ha rappresentato, questa mattina, a Parma, al ministro degli interni Roberto Maroni nel corso dell’incontro con i primi cittadini che hanno firmato il Patto per la sicurezza urbana nelle città medie. E in tema di sicurezza, incontro oggi a Parma, fra sindaci e ministro. “La sicurezza è un diritto dei cittadini – ha detto Pighi – e ogni realtà, in una logica federalista, deve avere la possibilità di scegliere le modalità di intervento sulle singole questioni, ovviamente nei limiti delle leggi in vigore e delle competenze delle istituzioni locali”. Il ministro Maroni si è detto disponibile a valutare il tema delle ordinanze dei sindaci e quello delle risorse degli organici delle polizie municipali.


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