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Scritte ingiuriose nei confronti della memoria del commissario Calabresi sono comparse in mattinata sui muri del palazzo di fronte alla Chiesa di San Paolo a Modena.

“Calabresi Assassino” parole forti e dure, seguite da un simbolo anarchico, sono comparse questa mattina sul palazzo di fronte alla chiesa di San Paolo in centro storico a Modena, dove era stato organizzato un incontro, per il giorno della memoria delle vittime del terrorismo, con Mario Calabresi, figlio del commissario Luigi Calabresi ucciso da terroristi il 17 maggio 1972. Repentinamente si è provveduto a cancellare tutto, così che non si potesse in alcun modo leggere nulla, ma necessariamente l’insulto ha pesato sull’intera cerimonia. Mario Calabresi ha poi incontrato studenti ed autorità, ma anche Marina Orlandi Biagi, vedova del professor Marco Biagi, giuslavorista ucciso dalle Brigate Rosse il 19 marzo 2002. La scritta contro il commissario Calabresi apparsa in mattinata sui muri di fronte alla Chiesa di San Paolo ha subito raccolto indignazione e condanna unanimi. “Un insulto alla ragione, opera di persone prive di coscienza e che rappresentano solo se stesse, un fatto disgustoso, ma assolutamente isolato”: è questo il primo commento a caldo del sindaco di Modena Giorgio Pighi. Anche la parlamentare del Pdl Isabella Bertolini parla di un insulto alle vittime del terrorismo. A Modena – aggiunge però – qualcuno sogna ancora gli anni di piombo”. Ferma condanna viene espressa dal segretario provinciale del Pd Stefano Bonaccini: “E’ un’offesa al figlio di Calabresi nostro ospite e alla città, uno sfregio alla memoria del padre e di tutte le vittime del terrorismo, il frutto avvelenato del sentimento di odio che si annida nelle pieghe della nostra società”.


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